Saldo IMU: come compilare il modello F24

Guida alla compilazione del modello F24 per il versamento del saldo IMU 2012 e calcolo dell'imposta dovuta, anche scindendo quota comunale e quota statale.

Si avvicina la scadenza del 17 dicembre 2012 per l’ultima rata a saldo IMU. Dopo aver spiegato come pagare con bollettino postale (leggi come fare), vediamo in questo tutorial come effettuare il versamento compilando il classico modello F24.

Vediamo come calcolare l’importo IMU dovuto e come procedere alla compilazione dell’F24 per il saldo IMU.

Versamento IMU con F24

Nel modello F24 bisognerà inserire per prima cosa le informazioni già fornite con la prima rata IMU: codice fiscale e dati anagrafici. I campi codice ufficio e codice atto non vanno compilati a meno di esplicita richiesta dell’Ente impositore.

Nel campo “Sezione” va inserito il destinatario del versamento con gli appositi codici:

  • ER: se si tratta dell’Erario;
  • RG: se si tratta della Regione;
  • EL: se si tratta dell’Ente Locale.

Quest’ultimo, “EL”, è il codice di riferimento per le prime case; mentre per gli altri immobili si utilizzano sia “EL”, per la quota che spetta al Comune, che “ER”, per la quota che spetta allo Stato.

Nella colonna “cod. tributo” vanno inseriti i codici tributo per la categoria:

  • 3912: abitazione principale e relative pertinenze;
  • 3913: fabbricati rurali a uso strumentale;
  • 3914: terreni (quando il destinatario è il Comune);
  • 3915: terreni (quando il destinatario è lo Stato);
  • 3916: aree fabbricabili (quando il destinatario è il Comune);
  • 3917: aree fabbricabili (quando il destinatario è lo Stato);
  • 3918: altri fabbricati (quando il destinatario è il Comune);
  • 3919: altri fabbricati (quando il destinatario è lo Stato);
  • 3923: interessi da accertamento;
  • 3924: sanzioni da accertamento.

Nel campo “codice ente” va inserito il codice catastale che contraddistingue il Comune destinatario del versamento (es.: per il Comune di Roma è H501).

La colonna “ravv.” va barrata solo se il versamento avviene a titolo di ravvedimento operoso. La colonna “immob. Variati” solo se sussistono variazioni rilevanti a carico dell’immobile, per le quali dovrà essere presentata la relativa dichiarazione IMU.

=> Leggi quando va presentata la dichiarazione IMU

La colonna “Acc.” non va barrata in questa fase, perché fa riferimento all’acconto (che è già stato versato), si dovrà invece barrare la casella “Saldo” e indicare in “num. Immob.” il numero degli immobili per cui si sta pagando l’imposta.

Nel campo “rateazione/meserif” va inserito il codice “0101” e in “anno di riferimento” quello attuale, 2012. In ultimo vanno indicate eventuali detrazioni nel campo “detrazione”.

Calcolare il saldo IMU

Per calcolare il saldo IMU da versare, con riferimento all’abitazione principale, il primo passo è verificare la rendita catastale ( leggi come individuare la rendita catastale di un immobile). La rendita catastale va poi rivalutata al 5%, moltiplicando il valore individuato per 1,05. Il valore così ottenuto deve essere moltiplicato per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato:

  • 160: fabbricati del gruppo catastale A e categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (esclusa la categoria catastale A/10);
  • 140: fabbricati del gruppo catastale B e categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80: fabbricati del categorie catastali A/10 e D/5;
  • 60 (65 da gennaio 2013): per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusa la categoria catastale D/50);
  • 55: fabbricati della categoria catastale C/1.

Si ottiene così il valore catastale dell’immobile.

A questo punto è necessario conoscere l’aliquota IMU deliberata in via definitiva dal Comune nel quale è ubicato l’immobile e applicare le eventuali detrazioni alle quali si ha diritto.

=> Consulta le aliquote dei Comuni italiani

Il totale così ottenuto rappresenta il valore dell’imposta municipale propria dovuta per l’intero anno. A questa va sottratto quanto già versato con il primo e con l’eventuale secondo acconto.

Per la prima casa e per i fabbricati rurali non è necessario scindere tra quota statale e quota comunale, per le altre abitazioni sì (0,38% del valore dell’immobile allo Stato, il rimanente al Comune).

Nel caso di immobili diversi dalla prima casa, quindi per sapere quanto versare in fase di saldo IMU è necessario calcolare la quota totale che va allo Stato (sull’intero importo annuale IMU) e poi sottrarre la metà di quanto già pagato a giugno (perché in sede di acconto si è versato non lo 0,38% ma il 50%).

=> Vai allo speciale IMU per maggiori approfondimenti

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