Recruiting: come ottimizzare il profilo LinkedIn

Consigli LinkedIn e funzionalità “Search Appearances” per ottimizzare il profilo professionale e incrementare le possibilità di essere selezionati.

LinkedIn, il noto social network professionale diffuso in tutto il mondo, ha lanciato un nuovo strumento che consente ai 20 milioni di professionisti iscritti alla piattaforma di ottenere informazioni utili allo sviluppo della propria carriera. Si chiama “Search Appearances” e consente agli iscritti a LinkedIn di sapere chi ha visitato il proprio profilo, in quali tipo di ricerche sono comparsi e per quali tipo di competenze sono stati selezionati.

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Come è noto tra gli iscritti al social network vi sono anche professionisti quali recruiter, responsabili del personale e decision maker di settore che utilizzano questa rete professionale per scovare nuovi talenti da inserire nel proprio organico, grazie al nuovo strumento, disponibile sia via App che i professionisti possono capire più facilmente come migliorare il proprio profilo per aumentare le possibilità di essere selezionato per una nuova opportunità lavorativa o professionale

Sapere chi ha effettuato la ricerca e con quali parametri è approdato sul proprio profilo consente di capire meglio per quale tipo di opportunità si hanno le maggiori possibilità di essere selezionati. Tra le informazioni disponibili anche le posizioni aperte dell’azienda che ha effettuato la ricerca e il suo responsabile del personale, così da poterlo contattare per maggiori informazioni.

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Tra i consigli di LinkedIn per ottimizzare il proprio profilo:

  • avere una foto profilo professionale – gli utenti con una foto profilo professionale hanno fino a 21 volte più opportunità di essere scoperti e un ammontare di richieste di connessione 9 volte superiore alla norma;
  • aggiornare la propria posizione lavorativa – aiuta i professionisti ad avere fino a 16 volte più possibilità di comparire nelle ricerche dei recruiter;
  • inserire le proprie skill – gli utenti con più di 5 skill risultano essere 27 volte più visibili nelle ricerche dei recruiter;
  • geolocalizzazione – inserendo la città in cui vive, il professionista ha possibilità 23 volte superiori di comparire tra le ricerche del recruiter.

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