Cellulari: il 50% via dal mercato per i campi elettromagnetici

di Alessandro Vinciarelli

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Secondo il laboratorio italiano Sicom, il 50% dei telefoni cellulari non doveva andare sul mercato in base alla misurazione dei campi elettromagnetici. La regole ci sono, manca il controllo

Ritorna l’allarme campi elettromagnatici per il mercato dei terminali mobili: un duro colpo soprattutto per l’Italia, dove la media pro capite è di 1,5 cellulari: il laboratorio italiano Sicom ha infatti evidenziato un elevato fattore di rischio per il 50% dei cellulari in commercio.

Stiamo dunque sottovalutando i potenziali rischi CEM (campi elettro-magnetici) generati, oppure le informazioni in materia sono troppo superficiali o lacunose?

Pur mancando dati certi sul reale danno da esposizione CEM, alla prova dei fatti, il 50% dei device «non hanno passato tutte le prove che avrebbero dovuto nella misurazione dei campi elettromagnetici relativi al Sar (Specific Absorption Rate) dei prodotti che trasmettono in radiofrequenza» e pertanto tali dispositivi non dovevano raggiungere il mercato.

Sembra infatti che, nonostante le certificazioni fornite dagli enti nazionali, la maggior parte dei prodotti non sia stata sottoposta a controlli adeguati.

In realtà la regolamentazione comunitaria imporrebbe regole precise, ma nella pratica la normativa UE viene spesso disattesa, o comunque non seguita in modo opportuno.