Telefonia mobile, servono nuovi modelli di business

di Alessandro Vinciarelli

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Analisi di mercato confermano: anche se in misura minore, la crisi tocca anche gli operatori mobili, player di un business ancora stabile. Necessario correggere il tiro se vogliono mantenere invariati i risultati di cassa

La crisi economica colpisce la telefonia mobile meno degli altri comparti ICT. Gli operatori telefonici hanno dimostrato una maggiore solidità nel momento di maggiore difficoltà finanziaria.

Si registra ancora un flusso positivo di cassa e una varietà di offerte 2008-2009 consolidata, con un conseguente volume d’affari senza flessioni significative e profitti stabili.

Di certo, come sostenuto anche dal rapporto Ovum Mobile operators in a recession: lessons and coping strategies, gli operatori non possono adagiarsi sugli allori, ma devono aggiornare i modelli di business nel breve periodo, con un approccio all’offerta commerciale che prevede il rinnovo radicale dei piani tariffari.

Se il caso TIM – che ha perso 1,5 milioni di clienti nel 2008 – fa riflettere sulle dinamiche evolutive di un mercato che si trova ad ammortizzare nuove variabili, frutto della crisi economica e non solo – fa riflettere utenti e analisti, deve anche risvegliare i maggiori player delle telecomunicazioni mobili che pur ostentando profitti invidiabili non sono immuni dalle leggi di mercato e dal contesto economico del momento.

Una moltitudine di clienti business e non solo, sta infatti rivedendo la propria situazione contrattuale al fine di tagliare i costi e risparmiare anche in questo settore.

Rimarranno in piedi, dicono gli esperti, solo gli operatori che saranno in grado di rinnovare le proprie offerte e i propri piani, con un occhio alla Borsa e alle fluttuazioni monetarie.

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