Formazione post lockdown: digitale e soluzioni blended

di Redazione PMI.it

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La formazione viene considerata strategica per superare la crisi: prosegue il trend digitale, con la voglia di tornare anche in aula se consentito.

La formazione si rivela una strategia efficace per superare la crisi e promuovere la ripresa nella delicata fase del post lockdown. La pensa così una buona parte delle aziende coinvolte nella “Survey Decoding the Future of Learning: Post Lockdown” condotta tra giugno e luglio da Cegos Italia, che ha monitorato trend ed evoluzione del settore formativo nel contesto che segue l’emergenza Covid-19.

Secondo l’84% delle aziende intervistate, infatti, il ruolo strategico della formazione non è in discussione anche nello scenario “new normal”, tanto che il 25% afferma di programmare un aumento del budget per lo sviluppo di competenze cruciali per il business e per il futuro, quali la digitalizzazione e il lavoro da remoto.

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La pandemia, tuttavia, ha imposto nuove modalità di erogazione che non saranno abbandonate nell’immediato futuro: il 75% delle aziende ha incrementato il ricorso alla formazione digitale, utilizzando prevalentemente webinar e virtual classroom ma anche moduli e-learning. Il 35% delle imprese, inoltre, prevede di alternare momenti di apprendimento a distanza con incontri presenziali. Per il 2021 prevarranno gli approcci blended (59%) con un ricorso maggiore alle soluzioni face to face.

Durante il lockdown le aziende hanno accettato la sfida del digital learning e ne hanno apprezzato anche le diverse soluzioni, tanto da non volerle abbandonare – commenta Emanuele Castellani, CEO Cegos Italy & Cegos Apac -; la maturazione delle prassi si tradurrà in un crescente mix di modalità in cui, con tutte le condizioni di sicurezza, emerge anche l’importanza di tornare a un contesto presenziale per ottimizzarne i benefici.

Le aziende, inoltre, scelgono di puntare sulle soft skill legate al management e allo sviluppo personale, valorizzando alcuni contenuti ritenuti più urgenti da acquisire a seguito dell’emergenza Covid-19: modelli e stili relazionali a distanza (49%), remote management (46%) e smart working (39%). Il 24% dei rispondenti ha dichiarato di aver già provato il distant active learning (aule virtuali ed e-learning con momenti sincroni e asincroni che intervallano lavoro e formazione), ma per un’esperienza formativa efficace il pensiero comune è quello di privilegiare l’interazione con il docente e il coinvolgimento attivo dei partecipanti in attività d’aula.

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