Formazione retribuita sul lavoro: contributi in attesa di regole

di Redazione PMI.it

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Formazione retribuita in orario di lavoro, aggiornamento a scopo riorganizzazione aziendale o di ricollocazione: decreto e domanda in arrivo.

Al rush finale il Fondo nuove competenze  per la formazione dei lavoratori che consente una rimodulazione dell’orario di lavoro così da destinare parte del tempo a percorsi formativi e di aggiornamento professionale.

La misura anti-crisi Covid, introdotta del DL Rilancio e potenziata dal Decreto Agosto, sarà fruibile fino al 2021. Inoltre, nell’articolo 4 del decreto si prevede che le risorse possono essere utilizzate per la formazione rivolta sia alle nuove esigenze d’impresa dettate dall’emergenza Coronavirus, sia alla ricollocazione dei lavoratori, in conseguenza di un mutato scenario operativo.

Con una dotazione complessiva di 730 milioni di euro, il Fondo è istituito presso l’ANPAL (Agenzia per le politiche attive del lavoro), incaricata di gestire le domande. Entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto sulle modalità di accesso al contributo, sarà essere emanato l’avviso con le modalità di richiesta.

Formazione retribuita in orario di lavoro

A introdurre l’agevolazione era stato l’articolo 88 del dl 34/2020, che ha previsto per il 2020 la possibilità di inserire nei contratti territoriali o aziendali la formazione retribuita, effettuata riducendo l’orario di lavoro. Queste ore vengono indennizzate dallo Stato: il datore di lavoro quindi risparmia, mentre il lavoratore incassa lo stipendio sostituendo alcune ore di lavoro con altrettante ore di formazione.

Gli accordi – che possono prevedere fino a 200 ore di formazione retribuita, previa rimodulazione dell’orario di lavoro – possono essere firmati fino al 31 dicembre 2021.

Obiettivi formativi

Gli accordi sindacali definiscono il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento e il numero di ore di riduzione dell’orario di lavoro da destinare allo sviluppo delle competenze.

La norma ha l’obiettivo di «consentire la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza epidemiologica», prevedendo a questo scopo una «rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa». Con la novità introdotta dal decreto Agosto, lo strumento può essere utilizzato anche per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

I progetti formativi

I percorsi formativi possono essere erogati da enti accreditati (soggetti privati, università, istituti di istruzione secondaria di secondo grado, Centri per l’istruzione per adulti, Istituti tecnici superiori, centri di ricerca accreditati dal Ministero dell’Istruzione) o organizzati in autonomia dall’impresa che ha presentato domanda di contributo (se previsto dall’accordo).

I progetti devono prevedere un numero di partecipanti e di ore specifico (massimo di 250 ore per lavoratore) e le attività devono concludersi entro 90 giorni dall’approvazione della domanda (120 giorni se sono coinvolti i Fondi interprofessionali).

In base del numero di domande accolte dall’ANPAL (in collaborazione con le Regioni) sarà definito l’importo massimo riconoscibile al datore di lavoro (costo ore di formazione e contributi previdenziali e assistenziali).

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