Sicurezza? Gli utenti smartphone non ci pensano proprio

di Patrizia Godi

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La società Credant avverte: la perdita del telefonino potrebbe portare al furto dell'identità e addirittura alla rovina di un professionista. I consigli degli esperti per proteggersi

Milioni di utenti di telefoni cellulari e di smartphone corrono ogni giorno il rischio di perdere i propri dispositivi o di subirne il furto. E se ciò dovesse accadere potrebbe avere conseguenze catastrofiche nel caso in cui tali apparecchi finissero nelle mani di criminali intenzionati a utilizzare le informazioni inerenti il proprietario, sia di natura business sia personali, memorizzate al loro interno.

Secondo i risultati di un sondaggio effettuato dalla società di sicurezza Credant Technologies sui pendolari londinesi, sono 4,2 i milioni di inglesi che memorizzano sui loro cellulari dati che potrebbero essere utilizzati per effettuare il furto di identità nel caso in cui venissero rubati. Solo 6 utenti su 10 utilizzano una password per limitare l’accesso a quanto contenuto nei propri telefoni cellulari.

L’indagine ha rilevato inoltre che il 99% delle persone usa il cellulare personale anche in ambito professionale, nonostante il 26% sia stato istruito dal proprio datore di lavoro a non farlo. Gli esperti di sicurezza affermano che, in una situazione di questo tipo, la protezione dei dati tramite password e, se possibile attraverso la crittografia, sono essenziali.

L’affermazione degli smartphone ha comportato una proliferazione dei tipi di informazioni che transitano attraverso i telefoni e oggi con sempre maggiore frequenza si memorizzano su tali dispositivi dati sensibili e legati alla propria attività lavorativa.

L’indagine condotta da Credant ha messo in luce che più di un terzo degli intervistati utilizza il telefono cellulare per l’invio e la ricezione di e-mail aziendali e oltre il 75% che vi memorizzano le informazioni inerenti i contatti commerciali. Quasi un quarto, poi, memorizza informazioni sui clienti, mentre il 17% scarica informazioni aziendali (come per esempio documenti e fogli si lavoro) e il 30% usa il telefonino come un diario business.

A fronte di questa situazione, Credant ritiene che la perdita del cellulare o dello smartphone potrebbe portare al furto di identità personale e alla rovina di un professionista. Ma anche la memorizzazione di dati personali è sempre più in aumento: l’inchiesta ha rilevato che il 16% delle persone memorizza informazioni relative al proprio conto corrente bancario e circa un quarto memorizza i numeri di pin e password.

Tutti gli esperti in sicurezza concordano sul fatto che la conservazione di tali dati è cruciale e raccomandano agli utenti di metterle al sicuro, sfruttando le caratteristiche di sicurezza che sono disponibili sul telefonino. Se si vogliono memorizzare informazioni sensibili, puntualizzano tali esperti, è necessario garantire che siano protette con una password o, ancor meglio, con una pass-phrase. E non dovrebbe essere una semplice parola, come password, un termine rintracciabile sul vocabolario o qualcosa che potrebbe indovinare facilmente qualcuno che ci conosce. Se ci fosse la possibilità, sarebbe bene crittografare i dati sul telefono cellulare. Se non altro per evitare che chi vi ruba il telefono non riesca quantomeno a fare delle telefonate.