La messaggistica istantanea

di Luca Grillo

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Studi recenti dimostrano come telefonate ed email siano state abbondantemente superate dai messaggi scambiati attraverso i servizi di instant messagging

Tra le applicazioni più usate in ambito Internet, sicuramente un posto d’onore lo meritano gli instant messagging. I sistemi di messaggeria istantanea sono dei servizi, forniti attraverso un software, che consentono di comunicare in tempo reale tra due o più utenti collegati tramite rete interna o Internet.

Interi flussi d’informazione, idee, scambi di opinioni, viaggiano attraverso la rete collegando in maniera istantanea mittente e ricevente. Non solo connettività in ambito lavorativo: dipendenti e manager usano questi strumenti anche per scopi privati, per parlare del più e del meno e per scambiarsi di tanto in tanto anche link di siti e frasi umoristiche.

L’uso non è limitato a frasi e parole: ormai tutti i più importanti servizi di messaggeria istantanea consentono di trasferire in pochi secondi file di qualsiasi tipo e dimensione, fattore molto importante in una realtà aziendale dove quotidianamente capita di dover trasferire documenti e schemi da una scrivania ad un’altra, evitando di servirsi della oramai lenta e macchinosa posta elettronica.

Varie ricerche sull’uso dei servizi di messaggeria istantanea dimostrano come i numeri relativi all’uso del servizio siano in continua crescita: più di 55 milioni di utenti americani usano l’instant messagging. Di questi, molti rientrano in una fascia di età adolescenziale, mentre un’altra buona parte ne fa un uso sia personale che lavorativo.

È facile intuire come questo strumento rappresenti una valida scommessa per il futuro: i giovani che ora ne fanno un uso esclusivamente privato, continueranno ad utilizzarlo quando entreranno nel mondo del lavoro. Sono alte anche le percentuali di chi ritiene, sul posto di lavoro, l’IM uno strumento molto utile: l’11% non potrebbe farne a meno, il 68% ritiene che abbia molti aspetti positivi.

Certo, non mancano neanche i pareri negativi: il 10% preferirebbe infatti non averlo mentre il 4% non lo ritiene uno strumento di lavoro valido. Contrastanti invece i pareri sul reale contributo che l’utilizzo dell’IM porta ad aziende e dipendenti: il 41% è convinto che le procedure di comunicazione interna non vengano affatto migliorate.

Come per ogni altra cosa, non è il mezzo ad essere “buono” o “cattivo”, ma è l’utilizzatore che ne determina il successo o il fallimento. Virus, spam, violazione della privacy e furti d’identità sono i maggiori pericoli che l’Instant Messagging ha ereditato dalla email.

La caratterizzazione “social” di questo strumento rappresenta un perfetto veicolo d’infezione. Resta quindi sempre buona norma istruirsi sull’utilizzo dei vari strumenti in rete, al fine di evitare pericoli per se stessi e per la propria azienda.