Google, la ricerca diventa istantanea

di Barbara Weisz

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Da oggi c'è Google Instant, che velocizza le ricerche anticipando la digitazione e proponendo i risultati in tempo reale. Nel futuro, web tv e musica

Se fate una ricerca su Google.com vedrete subito il nuovo servizio. Per utilizzarlo anche su Google.it, almeno per ora, bisogna invece fare il login in. La novità si chiama Google Instant e permette, come spiegano dall’azienda, di «presentare risultati di ricerca parallelamente alla digitazione» dei termini. I primi risultati della ricerca inizieranno ad apparirvi dopo la digitazione della prima lettera, e cambieranno poi a seconda di come proseguite la composizione della parola. Tutto in tempo reale.

A Mountain View calcolano che il nuovo servizio «farà risparmiare dai due ai cinque secondi per ogni ricerca media effettuata», e proseguono: «se la vogliamo guardare su base mondiale e considerando che ogni giorno vengono effettuate su Google oltre un miliardo di ricerche, se tutti i nostri utenti utilizzassero Instant il tempo risparmiato su scala globale sarebbe di 3,5 miliardi di secondi ogni giorno», ovvero 58,3 milioni di minuti, oppure 350 milioni di ore, o ancora 11 ore ogni secondo, e infine 111 anni in tempo umano risparmiati ogni giorno.

Al di là di questi affascinanti dati numerici, Instant velocizza le ricerche su Google, completando di fatto il già collaudato Suggest (la funzione che completa automaticamente i testi, fornendo molteplici suggerimenti in base alle lettere già digitate). Ora, infatti, non solo il sistema continuerà a svolgere questa funzione, ma invece che proporre i suggerimenti, fornirà direttamente i relativi risultati. Diventa così superfluo, per esempio, l’utilizzo del tasto “Cerca” o dell’invio.

Come detto, su Google.com il nuovo servizio è automaticamente disponibile, mentre bisogna avere l’account per farlo funzionare, oltre che in Italia, anche in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Si può comunque escludere la funzione tramite impostazioni di ricerca.

Si tratta di una novità che effettivamente cambia alcune delle abitudini ormai più radicate degli utenti della rete, e solo il tempo potrà dire se e quanto potrà avere successo. Probabilmente molto dipenderà dall’effettiva capacità dell’algoritmo di prevedere le intenzioni dell’utente.

Il sistema non funziona per alcune tipologie di siti, per esempio quelli a contenuto pornografico, una scelta a tutela per esempio dei minori. Le novità a Mountain View non si fermano qui. L’ad Eric Schmidt all’Ifa di Berlino ha annunciato l’altro ieri che in autunno l’azienda porterà il web sugli schermi televisivi americani, e nel 2011 anche nel resto del mondo. La navigazione via tv sarà gratuita. «Lavoreremo con i fornitori di contenuti, ma è molto improbabile che entremo nell’attuale produzione di contenuti», ha specificato il Ceo.

Alcuni grandi player, come Sony e Samsung, hanno già manifestato interesse. Google si propone come rivale della web tv di Apple, ma la concorrenza a Cupertino potrebbe riguardare anche altri settori, come quello musicale. Per ora nessuna notizia precisa, solo la certezza che la Internet company ha progetti di espansione in campo musicale, e rumors secondo cui entro Natale potrebbe lanciare una piattaforma per la musica digitale, integrata con i cellulari, in diretta concorrenza con iTunes.