La Boeing porta i turisti nello spazio

di Barbara Weisz

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Un accordo con la Space Adventures prevede che sulle capsule che trasporteranno gli astronauti NASA alla stazione spaziale salgano anche i turisti

Per provare l’emozione, probabilmente e ancora per molti anni bisognerà avere un bel po’ di soldi da spendere. Ma certo l’esperienza promette di essere unica. La Boeing ha stretto un accordo con Space Adventures, azienda con quartier generale a Vienna, per quello che si potrebbe definire un esclusivo taxi dello spazio.

Il colosso aerospazionale americano sta mettendo a punto una capsula per trasportare gli astronauti della Nasa sulla strazione orbitale, la Iss (stazione spaziale internazionale). Il veicolo potrà trasportare sette persone. E nel caso in cui la Nasa non avesse la necessità di occupare tutti i posti disponibili, questi ultimi verranno destinati a passeggeri privati. La partenza di questo originale servizio di trasporto è prevista per il 2015-2016.

Si tratta di un’iniziativa che va nella direzione dei progetti dell’amministrazione Obama, favorevole allo sfruttamento commerciale dello spazio anche da parte dei privati. I fortunati che riusciranno ad accaparrarsi un posto fra le stelle non avranno anche il privilegio di essere i primi a intraprendere un simile viaggio. Ci sono infatti già stati ben sei turisti, a bordo di navicelle russe, che hanno sperimentato quest’emozione.

Il primo è stato Dennis Tito, imprenditore americano, che partì il 28 aprile del 2001 e rimase sulla stazione spaziale per sette giorni, sborsando la bellezza di 20 milioni di dollari. Quindi, nel 2002, partì il sudafricano Mark Shuttleworth, poi ancora Gregory Olsen, l’americano di orgine australiana Anousheh Ansari, quello di orgine ungherese Charles Simony, nel 2007, e infine, l’anno scorso Guy Lalibertè, l’inventore del Cirque du Soleil, che per restare sei giorni nello spazio pagò 30 milioni di dollari.

Nei prossimi anni, quando partirà il taxi, se così si può chiamare, di Boeing-Space Adventures, questa lista di nomi è destinata a crescere. Nel frattempo Boeing è alle prese con un’altra grana, molto più terrena, che riguarda 24 milioni di dollari in sussidi statali ricevuti tramite accordi di ricerca e agevolazioni fiscali.

L’Unione Europea, sostenendo le ragioni del competitor numero uno dell’azienda americana, l’europea Airbus, ha chiesto al Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, di ritirare le sovvenzioni, ritenute illecite. Mercoledi’ le anticipazioni del pronunciamento Wto hanno sollevato nuove questioni: secondo l’Ue, la World Trade Organization ha sostanzialmente dato ragione all’accusa, mentre la Boeing ritiene che il rapporto rigetti ogni addebito. Il verdetto è atteso fra qualche mese.