Figli a carico: come si calcola il tetto di reddito

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Utente di PMI chiede

Si può considerare a carico un figlio che percepisce indennità di disoccupazione o emolumenti da tirocinio non/o curricolare?

Barbara Weisz risponde

Entrambi i redditi che lei cita, l’indennità di disoccupazione e i compensi per tirocinio, vanno conteggiati per stabilire se viene o meno superato il limite consentito per i figli a carico. La Legge di Stabilità 2018 prevede una novità, alzando il tetto di reddito per i figli a carico fino a 4mila euro, ma solo nel caso in cui abbiano meno di 24 anni. Sopra questa soglia di età, il tetto resta a 2mila 840,51 euro.

=> Figli a carico: compensi in dichiarazione dei redditi

Quindi, per tornare al suo caso, suo figlio può essere considerato a carico, e come tale inserito in dichiarazione dei redditi, se i suoi redditi, comprensivi di sussidio di disoccupazione ed emolumenti da tirocinio, non superano i limiti ammessi, che come detto sono differenziati in base all’età (più o meno di 24 anni).

Il riferimento per le nuove soglie applicate dal 2018 è il comma 252 della Legge di Stabilità (legge 205/2017), che va a modificare l’articolo 12 del testo Unico Imposte sui Redditi, elevando il tetto di redditi a 4mila euro per i figli fino a 24 anni.

=> Detrazione figli: nuovi requisiti

Nel reddito complessivo del parente a carico rientrano anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica. Il tetto di 2mila 840,51 o di 4mila euro si intende al lordo degli oneri deducibili.

La detrazione è pari a 950 euro per ciascun figlio, e viene maggiorata per le famiglie numerose: 200 euro in più per ogni figli per chi ha almeno tre figli, un’ulteriore agevolazione pari a 1200 euro per chi ha più di quattro figli.