News 2.0: i quotidiani si leggono online

di Barbara Weisz

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Internet protagonista delle news con i quotidiani online. Blog e social indietro sull'informazione. Prodotti, bene i siti specialisti. L'indagine.

I grandi quotidiani nazionali, ma in edizione internet, e le testate specializzate, per informarsi ad esempio su un singolo prodotto. Sono queste le preferenze degli italiani fotografate dall’indagine condotta da Lewis, azienda globale di comunicazione, sulla fruizione di news e informazione nell’era del web 2.0. E malgrado i nostri giorni vedano un crescente successo di blog e social network, l’inchiesta rileva che quando si tratta di informazione anche gli internauti privilegiano gli organi di stampa. Magari, diversificando a seconda del tipo di notizie su cui si sta concentrando l’interesse.

La prima tendenza che il sondaggio rileva riguarda la scarsa frequentazione dei quotidiani cartacei. Solo il 9,2% di coloro che hanno risposto (ma qui bisogna rilevare che il questionario è stato fatto online) sceglie ancora il quotidiano cartaceo, magari da sfogliare la mattina davanti a cappuccio e cornetto. Questo però non significa che le testate nazionali abbiamo perso appeal: il 63% degli italiani dichiara di consultare prevalentemente i grandi quotidiani, ma attraverso le edizioni online. C’è poi un 12,3% che sceglie i siti indipendenti e un 3,1% che si rivolge ai blog.

Più nel dettaglio, le testate nazionali vengono privilegiate soprattutto quando si tratta di approfondire notizie di politica, 70%, e cronaca, 68%, mentre per gli argomenti più leggeri (e anche specifici) come lo sport, la preferenza per i quotidiani generalisti scende al 33%.

Diversa la situazione quando ci si trova a cercare notizie su un singolo prodotto. Qui, il 40% dei rispondenti si rivolge ai siti di riferimento relativi a quel settore specifico, mentre solo il 17% consulta la pagina ufficiale dell’azienda, ritenendola maggiormente di parte. E anche qui, non si registra un particolare successo di blog, 7%, e forum, 10%. I social network ottengono il 12% delle preferenze, superati dai motori di ricerca, 18%, che offrono la possibilità inserendo il termine desiderato di avere una maggior possibilità di scelta fra diverse fonti.

L’indagine ha poi previsto anche una serie di domande che escludono le testate storiche, per misurare solo il gradi di considerazione che, in materia di informazione, ottengono i nuovi media. Il 59% degli utenti dichiara di seguire i blog, ma di preferire fonti più certe quando si tratta di informazione. C’è poi un 9% che invece si fida molto dei blog, e un 10% che invece non li frequenta mai. Il 22% esprime un atteggiamento neutro, di curiosità.

Quanto ai social media, il 10% li ritiene autorevoli, il 27% li frequenta anche perchè offrono la possibilità di condividere e commentare le notizie, il 53% preferisce i siti delle testate nazionali, il 10% li usa solo per tenere i contatti con i propri “amici”.

«Il panorama dell’informazione è cambiato radicalmente in questi ultimi anni e ha portato il lettore a districarsi in un groviglio di notizie che si susseguono a ritmo incessante», dichiara Maria Teresa Trifiletti, general manager di Lewis in Italia, secondo cui «la nascita senza sosta di fonti ha favorito lo spirito critico dei fruitori, diventati sempre più selettivi ed esigenti». Internet, comunque, «è divenuto oggi una realtà imprescindibile per l’informazione».

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