Microsoft rileva 800 brevetti da Aol

di Redazione PMI.it

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Microsoft acquista da Aol un portfolio di brevetti e applicazioni, tra le quali lo storico Nescape, per un valore totale di 1 miliardo di dollari.

Microsoft ha acquistato un ampio pacchetto di brevetti detenuti da Aol, investendo oltre un miliardo di dollari per assicurarsi un portfolio di applicazioni Web di rilevanza strategica, non solo perché nella maggioranza dei casi sono brevetti registrati da meno di 4 anni – e quindi con grandi prospettive di guadagno sulle licenze – ma anche perché si tratta di strumenti fondamentali per lo sviluppo di software e soluzioni aziendali.

Oltre un miliardo di dollari per portarsi a casa circa 800 brevetti Aol, unitamente alla licenza d’uso non esclusivo di altre fette della proprietà intellettuale in mano al colosso Web: Microsoft si assicura così anche una corsia preferenziale per l’utilizzo dei restanti 300 brevetti che, stando alle ultime indiscrezioni, riguardano sofisticate applicazioni di mappatura digitale, advertising online, spaziando anche verso il Web search e i social network.

Per comprendere la portata di questo investimento basta pesare all’eterna lotta tra i browser, che in questo caso vedrà una battaglia vinta da Internet Explorer contro quello che viene annoverato tra i capostipiti dei motori di ricerca, Nescape: l’accordo tra Microsoft e Aol prevede, infatti, anche l’acquisizione del noto browser, nonostante rimangano ancora in piedi altri storici competitor come Mozilla e Google Chrome.

Con 1,25 milioni di dollari a brevetto, per un totale di 1,056 miliardi di dollari, l’azienda di Redmond si porta a casa un vasto patrimonio di brevetti e applicazioni, sulle quali al momento non sussistono dettagli precisi. Da parte del CEO di Aol Tim Armstrong, invece, sono arrivate interessanti dichiarazioni relative alla finalità di questa vendita, che sarà sancita attraverso un accordo ufficiale previsto per la fine del 2012. L’azienda punta infatti ad accumulare nuova liquidità che utilizzerà per riempire le tasche degli azionisti, facendo di conseguenza rialzare il titolo del 40%.