Social media in azienda? Giovano al business

di Redazione PMI.it

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I manager italiani sono tra gli utenti più assidui dei social media in azienda: tutti i dati di un?indagine europea commissionata da Google.

I social media giovano al business, e se utilizzati bene possono favorire la produttività e il successo dell’azienda. Lo pensa la maggior parte dei manager, stando ai dati resi noti da una nuova ricerca commissionata da Google alla società di analisi Millward Brown, che ha sondato il terreno per verificare il rapporto tra i dirigenti europei e i vari Facebook, LinkedIn e Twitter.

Che rapporto hanno i manager con i social media? Ottimo a quanto pare, tanto che i lavoratori che utilizzano questi potenti strumenti di comunicazione e condivisione sembrano essere più soddisfatti e produttivi dei colleghi restii a usarli. L’indagine ha coinvolto 7 Stati europei, indagando sulle abitudini e le opinioni di 2700 manager junior e senior, dei quali 305 di nazionalità italiana.

Proprio i dipendenti italiani, insieme agli spagnoli, sono i più assidui utilizzatori dei social network in azienda, tuttavia la percentuale dei navigatori più accaniti riferita al totale degli intervistati è pari al 38%. Ben il 74% dei manager afferma, inoltre, di notare un incremento della produttività, unitamente a una maggiore facilità nel trovare informazioni e potenziare la rete di contatti.

Per il 31% degli interpellati, ad esempio, attraverso i social media è possibile gestire in modo più agevole la casella di posta elettronica, evitando di essere inondati da quantità ingestibili di email, sostituite invece da messaggi brevi o veloci conversazioni via chat. Il risparmio in termini di tempo è notevole, come conferma Roberto Rossi, direttore dell’innovazione di Millward Brown Italia: “I social media aiutano a risparmiare tempo, in media tre ore alla settimana, che salgono a quattro per i power user“.

Molto interessante, inoltre, è notare come esista ancora un forte divario tra le aziende medio-grandi, assidue utilizzatrici dei social media, e le realtà minori nelle quali si fa ancora poco uso di questi strumenti virtuali, indispensabili invece per le attività che si basano proprio sulla comunicazione. Non a caso l’indagine ha preso in esame le imprese con un minimo di 50 dipendenti, che hanno mostrato un’apertura notevole nonostante la piena diffusione sia ancora lontana. A tal proposito risulta chiarificatore l’intervento di Domenico De Masi, docente di sociologia del lavoro all’Università La Sapienza: “È chiaro che siamo ancora in fase di transizione nell’acquisizione di questi strumenti, ma per la prima volta, dopo che per secoli è stata una faccenda di pochi per molti e più di recente grazie ai mass media, di pochi che si rivolgevano alla massa, ora la cultura tramite i social media, è diventata una questione di molti per molti. Sul piano aziendale, oggi il perimetro di un’impresa coincide con l’intero pianeta, le pareti di ogni ufficio sono diventate trasparenti e porose e il mercato entra nell’azienda senza che i manager debbano uscire per cercarlo. E questa è una rivoluzione epocale“.

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