L’ira di Google, pronta patch Adobe

di Alessandro Vinciarelli

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Con una reattività non proprio esemplare, Adobe rilascia una patch in grado di correggere gravi problemi di sicurezza. Nel frattempo a farne le spese sono Google e decine di aziende americane

Adobe ha reso disponibile una patch di sicurezza che dovrebbe proteggere gli utenti dalla grave falla per la sicurezza pc, purtoppo conosciuta da tempo dagli hacker.

Da oltre un mese – è emerso ieri in Rete – si registravano attacchi per via di exploit in Acrobat e Reader che “aprivano le porte” dei pc.

A farne le spese anche Google e altre trenta aziende americane. Ora il problema è stato reso pubblico, contestualmente alla disponibilità della nuova versione 9.3 di Reader.

La patch risolve la falla: il grimaldello era un comune messaggio di posta elettronica con PDF allegato , in grado di sfruttare la pericolosa lacuna di Adobe.

Una volta ospitato, il software ceava la porta di accesso o inviava autonomamente informazioni carpite.

Sulla vicenda si attendono le dichiarazioni di Google, ancora silente sui dettagli e le modalità dell’attacco, ma già emerge qualche informazione sula localizzazione delle macchine infette e di quelle che hanno memorizzato le informazioni illegalmente raccolte.

Per le prime gli IP svelano una concentrazione nella zona di Taiwan, mentre per le seconde si punta sulla nota società di hosting Rackspace con sede in Texas.

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