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Cloud Database in crescita nel 2009

di Tullio Matteo Fanti

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I produttori di database quali Microsoft e Oracle si sono sempre più avvicinati alle soluzioni cloud e secondo alcuni analisti, il 2009 vedrà sempre più database avvicinarsi a soluzioni in-the-cloud

Il 2008 può essere definito l’anno del cloud computing, con un crescente numero di società che si sono prodigate nell’offrire soluzioni in grado di permettere l’utilizzo di risorse distribuite. Il 2009, secondo alcuni analisti, vedrà i diversi produttori affiancare funzionalità di database all’interno delle soluzioni in-the-cloud.

L’esempio più eclatante è stato il lancio di Microsoft SDS (SQL Data Services) nel mese di marzo, basato su tecnologie SQL Server e Windows Server, in grado di offrire una storage on-demand altamente scalabile e numerosi servizi con cui processare le query.

Microsoft è stata così la prima società ad offrire una versione del suo database in-the-cloud, seguita da alcune società minori quali Blist e LongJump.

Secondo alcuni analisti del settore, il 2009 porterà un ulteriore espansione sul fronte del cloud computing da parte dei diversi produttori di database, anche se tali soluzioni non saranno, almeno inizialmente, in grado di sostituire in toto le funzionalità offerte dalle tradizionali soluzioni di Database Management System (DBMS).

Matt Aslett, analista al The 451 Group, ritiene che le soluzioni di tipo cloud saranno al centro dell’attenzione per tutto il 2009, con Microsoft e Amazon.com (con il suo Amazon Web Service) a fornire nuovi dettagli su come utilizzare i servizi per le query.

La maggior parte dei produttori di database, focalizzeranno invece la loro attenzione su come gestire e configurare i loro prodotti all’interno delle piattaforme di tipo cloud.

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