CEO e strategie aziendali in evoluzione. Studio IBM

di Noemi Ricci

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Secondo uno studio condotto da IBM, i CEO stiano pianificando significativi investimenti orientati a soddisfare le aspettative di un mercato che cambia

Arriva da IBM un’interessante studio condotto sui CEO aziendali, secondo il quale un crescente numero di manager d’impresa – 83%, il 28% in più rispetto al 2006 – vede all’orizzonte la necessità di intraprendere importanti cambiamenti strategici.

La capacità di gestire l’innovazione, portando la propria organizzazione a trarne beneficio, farà la differenza tra coloro che riusciranno a riallinearsi con le rinnovate esigenze di mercato, nonchè con una nuova e più articolata domanda.

In generale, tale spirito di prontezza si rivela inferiore del 22% rispetto a quanto sarebbe richiesto dalle evoluzioni in corso.

L’IBM Global CEO Study è stato effettuato tramite interviste condotte tra 1.130 CEO appartenenti a 32 diversi settori d’industria in 40 Paesi, chiamati a rispondere su come le sfide che dovranno fronteggiare oggi impatteranno sul business del futuro.

Tra i cambiamenti più importanti ci sarebbero quelli orientati a conquistare i clienti, obiettivo verso il quale i CEO affermano di aver pianificato gli investimenti più significativi.

Sembra infatti che stiano emergendo nuove tipologie di clienti. Un primo tipo, “divoratore di informazioni”, chiedendo alle aziende maggiore flessibilità e reattività. I CEO vedrebbero questa come un’opportunità e starebbero pianificando di aumentare del 22% gli investimenti nei prossimi tre anni per rispondere alle richieste di questi clienti più sofisticati ed esigenti. Percentuale che sale al 36% tra gli out-performer finanziari.

Un’altra tipologia è rappresentata dal “consumatore socialmente orientato”, ovvero quei clienti che si dirigono verso organizzazioni socialmente impegnate e richiedono sempre più prodotti, servizi e anche supply chain che rispettano le esigenze sociali. Verso questo tipo di clienti i CEO stanno progettando di incrementare gli investimenti del 25% nei prossimi tre anni.

La reputazione in merito all’impegno sociale di impresa, infatti, tra tutti i “cambiamenti” è uno dei più strategici, anche per “trattenere” i propri impiegati e nel trarre vantaggi competitivi per mantenere le quote di mercato.

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