Tecnologie sperimentali per la tutela dei dati

di Noemi Ricci

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Allarme scarsa privacy degli utenti web? Microsoft si adegua, con la tecnologia sperimentale U-Prove per la "gestione sicura" delle transazioni online

Negli stessi giorni in cui il Garante Privacy ha chiesto alla Ue misure più efficaci per tutelare i dati personali degli utenti in Rete, ed in cui un’indagine Comscore ha rivelato i volumi di informazioni “trattenute” dalle web company (in testa Yahoo con 2.250 dati per visitatore al mese, ultima della top five Microsoft con 355), proprio la casa di Redmond ha voluto dare un segnale forte di presa di posizione, puntando al binomio sicurezza e privacy.

Lo conferma la scelta di scommettere sulla tecnologia U-Prove, che Stefan Brands ha sviluppato presso la società Credentica. Obiettivo, rilasciare il minor numero possibile di informazioni personali nei casi di richiesta dati ma soprattutto durante le transazioni elettroniche, riducendo così eventuali violazioni della privacy.

Grazie al sistema crittografico di U-Prove, infatti, è possibile impedire la raccolta delle informazioni relative agli utenti ed il loro prelievo da varie fonti.

Con questa recente acquisizione, Microsoft sembra mirare ad un incremento della sicurezza dei propri utenti che, operando sotto sistemi Windows, effettuano transazioni commerciali e scambiano informazioni riservate attraverso Internet.

Questo grazie all’integrazione del sistema U-Prove in Windows Communication Foundation e in Cardspace, le due tecnologie .Net sviluppate per sistemi sicuri di comunicazione, condivisione e transazione.

Il problema di preservare la segretezza delle informazioni è di grande attualità e importanza sia in ambito privato che aziendale. La società di Redmond sembra così adattarsi ai tempi, proponendo uno strumento completamente nuovo e sperimentale, per tutelare i propri clienti dal furto dei dati e dallo smarrimento di informazioni personali.