Il futuro dei datacenter è nelle Cpu Atom

di Filippo Vendrame

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Gli amministratori di sistema, sopratutto quelli che si occupano di gestire ed amministrare server, potrebbero gridare allo scandalo se gli si dicesse che nei datacenter del futuro troveranno largo uso le Cpu Atom, proprio quelle che equipaggiano gli attuali netbook.

Cpu apparentemente poco performanti per un uso davvero spinto come quello richiesto nei moderni server, eppure Microsoft ha voluto sperimentare questa possibilità  ottenendo risultati davvero sorprendenti, tant’è che l’Atom potrebbe davvero in un futuro non troppo remoto essere utilizzato nei grandi server.

Il concetto di partenza è il seguente: una Cpu Atom è molto meno potente per esempio di una Cpu Xeon, tuttavia consuma molto meno energia e scalda pochissimo.
Microsoft quindi ha voluto provare a creare un cluster di tanti mini server dotati di Cpu Atom per verificarne le prestazioni paragonandole a quelle di un cluster tradizionale.

Per la gestione del Cluster è stato utilizzato il software Marlowe che permette di accendere e spegnere le Cpu a seconda della potenza di calcolo richiesta.
Proprio in Marlowe, Microsoft ha trovato l’uovo di Colombo perché grazie a questa particolare gestione delle Cpu è possibile ridurre di molto i consumi energetici ed ottimizzare le prestazioni.

Un normale datacenter inoltre, non utilizza mediamente più del 35-40% della propria potenza e quindi non è così vero che nei grandi cluster siano sempre necessarie Cpu molto potenti.
Se più Cpu Atom possono garantire quasi le stesse prestazioni delle Cpu più performanti ma permettono di diminuire drasticamente i consumi e quindi i costi di gestione, perché non utilizzarle su larga scala anche in ambito professionale?

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