Digital Advisory Group: rimettiamo il paese in marcia, digitale

di Alessia Valentini

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Il Digital Advisory Group e le 12 proposte per stimolare l'economia digitale italiana. I ritorni di valore in termini di pil, posti di lavoro, crescita delle aziende, surplus per gli utenti.

Rimettere in moto l’economia di un paese non è impresa facile specialmente se l’economia da avviare è quella digitale, se si è in tempo di crisi e di stagnazione, con una situazione complicata anche dalle attività speculative di tipo finanziario. Ma il neonato Digital Advisory Group (DAG) ha le idee chiare, anzi ne ha ben 12! 

Il Digital Advisory Group (DAG) è un gruppo di lavoro composto da oltre 30 organizzazioni, fra cui aziende private, pubbliche e università, determinate a contribuire allo sviluppo dell’economia digitale italiana. L’iniziativa è partita dall’American Chamber of Commerce in Italy e si è avvalsa del contributo tecnico e analitico di McKinsey & Company. Il gruppo è aperto ad altre aziende che vogliano partecipare purchè si condividano proattivamente i due obiettivi fondanti:

  • Promuovere e sostienere proposte concrete per stimolare l’economia digitale italiana d’intesa con tutti gli altri stakeholder rilevanti, inclusi la Pubblica Amministrazione, il Governo, gli enti regolatori, le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori e altri operatori privati.
  • Incoraggiare la creazione di un contesto favorevole per lo sviluppo dell’ecosistema digitale italiano.

Per passare dalla teoria ai fatti il DAG ha ben 12 proposte, da attuare nel medio periodo da altrettanti gruppi di lavoro, per permettere all’Italia di superare il gap tecnologico che la limita.

Per migliorare l’accesso alle infrastrutture si vuole:

Per assicurare una regolamentazione favorevole all’innovazione digitale si deve:

  • 3. Favorire l’armonizzazione della normativa digitale a livello europeo.
  • 4. Creare un advisory board strategico per le politiche digitali.
  • Lo Stimolo della domanda dei consumatori può avvenire solo attraverso:
  • 5. Incoraggiameno della propensione dei consumatori al web.
  • 6. Promozione della modalità innovative di consegna degli acquisti online.
  • Al fine di ampliare l’offerta digitale il gruppo intende:
  • 7. Lanciare road-show digitali per le PMI a livello regionale.
  • 8. Sostenere l’attività e-commerce delle PMI.

L’incremento nell’adozione dei servizi di e-government si può realizzare mediante la:

  • 9. Promozione dei servizi di e-government esistenti, migliorandone la fruibilità.

E infine per accrescere le professionalità e le competenze digitali è necessario:

  • 10. Pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità.
  • 11. Costituire una Digital Experience Company.
  • 12. Incentivare le start-up digitali.

Ci sono ritorni di valore immediati. Il ritorno di valore garantito dall’economia digitale non è teorico, ma tangibile e misurabile su 4 temi: PIL, posti di lavoro, crescita delle PMI e delle loro esportazioni, offerta di un surplus di valore agli utenti.

In particolare lo sviluppo dell’economia digitale avrà un impatto diretto sul PIL con una crescita superiore a quella finora riscontrata che dal 2005 a oggi ha apportato un significativo 14% di incremento diretto e un contributo indiretto di 20 miliardi di euro dovuto all’effetto “Research Online, Purchase Offline” (ROPO), ovvero quel comportamento di consumo, per cui gli acquisti vengono effettuati mediante i canali tradizionali dopo aver individuato e valutato le alternative sul web.

I posti di lavoro direttamente collegati a internet negli ultimi 15 anni sono stati circa 700mila e una ricerca McKinsey Global Institute condotta in 13 paesi ha dimostrato che, grazie all’economia digitale, la “creazione” di posti di lavoro è superiore alla capacità di “distruzione”; ovvero per ogni posto di lavoro tradizionale eliminato, ne sono stati creati in media 2,6. In Italia questo valore è pari all’1,8 posti di lavoro creati per ogni posto eliminato. Quindi se l’economia digitale si sviluppa, i posti di lavoro in Italia cresceranno di un fattore pari a 1,8.

Le PMI potranno svilupparsi con percentuali di crescita anche superiori al 10% fino ad oggi registrato da McKinsey Global Institute, che ha condotto una ricerca su 4.800 PMI in 13 paesi, tra cui 415 aziende italiane evidenziando come le aziende “ad alta intensità di web”, crescono più velocemente di quelle a bassa intensità web. Ovviamente il web abilita e fa crescere le esportazioni rendendo più visibile la PMI che ne fa uso, con una media dei ricavi oltre confine superiore al 5% rispetto al 2% delle aziende non web.

Infine, ma non meno importante, l’economia digitale apporta valore e benefici non direttamente quantificabili economicamente ma reali e concreti: possibilità di accelerare la ricerca di un posto di lavoro, semplificare la vita quotidiana, aiutare a mantenere le relazioni sociali o a condividere le conoscenze, ridurre le emissioni globali tramite la “dematerializzazione” e grazie alla diminuzione degli spostamenti.

Fonti: Dag, Digital Advisory Group

I Video di PMI