Uir, Roma digitale progetto concreto

di Lorenzo Gennari

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Nonostante la crisi, Aurelio Regina, presidente dell'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, annuncia diversi progetti concreti nati dall'accordo tra imprenditori e sindacati. Tra questi quello della banda larga

La crisi sta sicuramente frenando le imprese negli investimenti e nelle assunzioni, ma davanti a progetti concreti che offrono benefici visibili sia alle aziende che ai cittadini, è possibile che venga intrapresa la strada della concertazione tra sindacati e datori di lavoro verso una ripresa graduale.

Sono queste, in sintesi, le parole di Aurelio Regina, presidente dell’Unione degli industriali e delle imprese di Roma (Uir), in un’intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore in merito all’accordo tra imprenditori e sindacati contro la recessione.

«Un’intesa resa possibile dalla comune consapevolezza che la crisi obbliga a sostituire le liti con il dialogo e con un confronto permanente tra le parti non fine a se stesso ma ancorato a progetti concreti immediatamente praticabili che incalzino le pubbliche amministrazioni e le costringano a decidere nell’interesse dei cittadini e delle imprese». Regina allude a sei progetti in particolare, che vanno dritti al cuore delle priorità della città e del Lazio e che hanno tre caratteristiche: sono finanziati, sono immediatamente praticabili e offrono benefici visibili alle imprese e ai cittadini.

Tra questi sei, c’è il progetto per Roma digitale, vale a dire lo sviluppo della banda larga fissa e mobile, i cui lavori partiranno a fine agosto e che vede già pronto un investimento privato di 300 milioni di euro in tre anni e più di 600 in cinque anni con un impegno di oltre mille addetti per le sole infrastrutture di rete.

Sul fronte crisi Regina dichiara, infine che «ci si aspetta un autunno difficile ma migliore che nel resto del Paese, perché la nostra economia presenta una serie di fattori che agiscono da cuscinetto. La recessione colpisce anche Roma e il Lazio ma meno che altrove. Molto dipende da noi».