Harmonise, nuovi strumenti per l’uso delle IT nella Pubblica Amministrazione

di Stefano Gorla

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Nasce Harmonise, il nuovo standard europeo per le certificazioni informatiche. Obiettivo? Realizzare un framework comune delle competenze ICT

L’Unione Europea ha finanziato, nell’ambito del programma Leonardo da Vinci, un progetto per poter individuare un modello che consenta di definire un quadro comparativo unitario delle competenze ICT lungo tutta la catena applicativa delle tecnologie che connotano la attuale situazione socio-economica. Il progetto, partito il 1 ottobre 2004 con durata 36 mesi, è denominato HARMONISE ed ha come partners: il CEPIS (Council of European Professionals Informatics Societies), l’irlandese ECDL Foundation Ltd, il tedesco AIFB (Institute for Applied Informatics and Formal Description Methods at the University of Karlsruhe), l’austriaca IFS (Verein fuer Neues Lehren und Lernen, Institute for Future Studies), l’italiana AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico), l’unghese NJSZT (John von Neumann Computer Society), l’inglese BCS (British Computer Society), l’estoniana EITS (Estonian Information Technology Society), la tedesca GI (Gesellschaft für Informatik e.V).

Un quadro di riferimento delle competenze ICT è utile in primo luogo ai cittadini che possono esercitare il loro diritto allo stabilimento su qualsiasi parte del territorio dell’Unione, una delle quattro libertà fondamentali previste dal Trattato istitutivo della Comunità europea. Allo stato attuale la situazione appare piuttosto confusa, con una miriade di certificazioni offerte da soggetti per lo più rappresentanti imprese private. HARMONISE ha operato un censimento della situazione.

Le certificazioni possono essere ragruppate in tre classi:

  1. Vendor dependent, legate ai principali fornitori di tecnologie digitali a livello mondiale (vedi Microsoft, HP, Cisco,ecc.), realizzate come strumento di marketing per la fidelizzazione e la promozione delle proprie terze parti. Rappresentano di gran lunga la maggioranza delle certificazioni oggi adottate dal mercato;
  2. Vendor neutral, legate al software Open Source e di supporto all’interoperabilità fra diversi fornitori. Tuttavia sono alquanto limitate nella loro diffusione;
  3. Vendor indipendent, che si stanno affermando sempre più e che si possono a loro volta suddividere in 3 sottogruppi:
  • certificazioni di sviluppo verticale delle competenze per specifici profili professionali (Sicurezza Informatica, Project Management ICT, Web Management, Data Base Administrator, Network Designer ecc.);
  • certificazioni di sviluppo sulle best practices nei processi ICT, come quelle ITIL;
  • certificazioni di sviluppo orizzontale delle competenze riferite ai processi ICT ma specifiche per profili professionali, come ad esempio quelle ISEB/SFIA in UK, quelle CIGREF per le grandi imprese in Francia, quelle APO/ITTS in Germania e infine quelle CEPIS/EUCIP, adottate in Italia e in un’altra decina di medi e piccoli Paesi europei.

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