L’ICT Sourcing nella Pubblica Amministrazione

di Paolo Iasevoli

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Tra limiti di budget e influenze politiche, gli IT Manager delle organizzazioni pubbliche non hanno vita facile nella scelta delle strategie di ICT Sourcing. Ne parliamo con Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio ICT Strategic Sourcing

Le scelte strategiche in merito all’approvviggionamento delle risorse IT rivestono un aspetto cruciale di tutte le organizzazioni. A differenza di quelle private, le organizzazioni pubbliche si trovano dinanzi un numero maggiore di parametri da valutare e vincoli da considerare per operare la scelta migliore. Oltre a motivazioni puramente legate all’efficienza e all’efficacia, l’IT Sourcing è, infatti, soggetto anche ad influenze di tipo politico e di un management ancora indeciso sul modello da adottare. Make or buy? Soluzioni “in-house” oppure outsourcing? Cerchiamo di fare maggiore chiarezza con Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio ICT Strategic Sourcing della School of Management del Politecnico di Milano, che recentemente ha condotto uno studio approfondito sull’argomento analizzando imprese pubbliche e private.

Quali sono le dinamiche attraverso cui l’IT sourcing incide sulla struttura di un Ente Pubblico? In che modo, secondo lei, l’outsourcing delle risorse IT potrebbe rivitalizzare la Pubblica Amministrazione italiana?

«Le tecnologie dell’Informazione sono sempre più importanti e pervasive anche negli Enti Pubblici: oggi è difficile pensare ad un’innovazione o anche ad un miglioramento del servizio verso il cittadino che non faccia leva sulle Tecnologie dell’Informazione. La dinamica di queste tecnologie è tale che risulta difficile per qualsiasi organizzazione gestirle completamente all’interno. Di qui il ricorso sempre più intenso e “strategico” all’Outsourcing, non più visto come un semplice strumento di riduzione dei costi, ma innanzitutto come una leva per accedere a capacità di miglioramento e innovazione. Nel settore pubblico, in particolare, l’utilizzo di Outsourcing rende possibile l’accesso a competenze che, data la difficoltà di attrarre e mantenere all’interno profili specializzati, sarebbero altrimenti difficilmente disponibili. L’Outsourcing verso terze parti specializzate può consentire di disporre velocemente di capacità per generare e realizzare innovazione nel settore pubblico, priorità oggi fondamentale per il nostro Paese.
Se in passato il ricorso all’outsourcing era principalmente volto a consentire un migliore controllo dei costi ed un loro mantenimento a livello di mercato, oggi è ancora più importante il suo ruolo a supporto dell’innovazione e del cambiamento».