Fon, torna il dubbio sulla legalità

di Lorenzo Gennari

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Sul sito del Ministero delle Comunicazioni è stato aggiornato l?elenco delle società autorizzate alla fornitura di accesso pubblico ad Internet in modalità wi-fi. Ancora non è chiara la posizione riguardo alla comunità Fon

Fon è una comunità di persone che hanno scelto di condividere la loro connessione Internet WiFi. L’obiettivo è quello di riuscire a coprire aree metropolitane più vaste possibili.

In questo modo i «foneros», così si chiamano i partecipanti al progetto, potranno godere di un accesso ad internet senza fili in completa mobilità. Tutti gli iscritti alla comunità non devono far altro che comprare un router wi-fi, connetterlo ad Internet tramite la propria ADSL casalinga e non impostare nessun tipo di protezione della rete.

I costi sono gli stessi di chiunque abbia un abbonamento a banda larga, ma c’è il vantaggio che la comunità Fon ormai è la più grande al mondo e la possibilità di incontrare punti di accesso è altissima. La comunità fon si sta impegnando da tempo a realizzare una rete senza fili in uno dei quartieri più popolari della Capitale: Trastevere.

Chiunque arriverà nella zona potrà perciò connettersi a Internet gratuitamente attraverso qualunque apparecchiatura dotata di scheda wifi, diventando membro della comunità.

Il Ministero delle Comunicazioni conosce bene questa realtà, ma i tecnici sono tuttora impegnati per risolvere la questione della legalità di questo sistema tanto geniale quanto azzardato, almeno in Italia. Il Codice delle Comunicazioni Elettroniche, tecnicamente noto come DM 259 del 28 maggio 2003 con successivo aggiornamento del 4 ottobre 2005 (Decreto Landolfi) stabilisce infatti che le tecnologie wireless possono essere usate solo in ambienti privati, entro le mura di locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica, a meno che non si chieda autorizzazione alla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni (ecco il perché dell’elenco sul sito).

Lo stesso decreto definisce inoltre l?entità giuridica che può erogare il servizio, parla cioè di operatori di telecomunicazioni e più precisamente di ISP (Internet Service Provider). C’è poi il Decreto Pisanu (i cui termini sono stati recentemente prorogati a fine 2008) che obbliga chiunque fornisca accesso pubblico a reti telematiche ad identificare gli utenti conservando un registro degli accessi con l?orario di utilizzo.

Fon è una comunità e non può esser visto come ISP, per giunta le responsabilità sono direttamente a carico dei suoi membri. Sul sito del ministero delle Comunicazioni, nella sezione «Aree interesse – Hot Spot Wifi», appare un elenco dei punti di accesso wi-fi in Italia, ma i riferimenti alla comunità dei Foneros sono solo nella nota a fine documento, dove si manifesta l’incertezza dello stesso Ministero circa l’utilizzo di questo sistema. In attesa che si faccia chiarezza sulla questione, è d’obbligo la cautela.

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