Speciale IRPEF

Prescrizione tributi erariali
Prescrizione tributi erariali

Le regole IRPEF 2026 per residenti e non residenti, con modalità di pagamento, acconti, saldo, addizionali e applicazione dell’imposta in dichiarazione dei redditi, nel cedolino pensione e in busta paga.

Su PMI.it sono raccolti esempi pratici, approfondimenti sui diversi redditi soggetti a IRPEF e istruzioni per versamenti, conguagli, rimborsi e tassazione delle persone fisiche.

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Le regole su scaglioni, aliquote e detrazioni IRPEF determinano l’imposta dovuta sui diversi redditi delle persone fisiche. Per stimare l’importo in base alla propria situazione è disponibile anche il calcolo IRPEF online.

Chi paga l’IRPEF

Sono soggetti all’IRPEF le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia per i redditi ovunque prodotti e le persone non residenti per i redditi prodotti nel territorio italiano.

Rientrano quindi tra i contribuenti IRPEF, in base alla tipologia di reddito percepito, lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e titolari di altri redditi imponibili. Per le società di persone, il reddito prodotto è imputato ai soci secondo le rispettive quote e assoggettato a IRPEF in capo a questi ultimi.

IRPEF per residenti in Italia

Per i residenti fiscalmente in Italia, il reddito complessivo è formato dai redditi ovunque prodotti. Alcuni oneri possono essere dedotti dal reddito, come i contributi previdenziali e assistenziali o le erogazioni liberali ammesse dalla normativa.

L’IRPEF dovuta tiene inoltre conto delle detrazioni spettanti e degli eventuali crediti d’imposta. Le eccedenze delle detrazioni seguono le regole previste per ciascuna specifica agevolazione.

IRPEF per non residenti

Per i non residenti il reddito imponibile in Italia è formato dai redditi prodotti nel territorio nazionale, con la possibilità di portare in diminuzione gli oneri deducibili ammessi dall’articolo 24, comma 2, del TUIR.

Le detrazioni spettanti ai non residenti sono disciplinate dall’articolo 24, comma 3, del TUIR. Le detrazioni per carichi di famiglia seguono le specifiche condizioni previste dalla normativa per i contribuenti non residenti.

IRPEF per soggetti “Schumacker”

I cosiddetti soggetti “Schumacker” sono contribuenti non residenti ai quali, in presenza dei requisiti previsti, è riconosciuto un trattamento assimilabile a quello dei residenti ai fini di deduzioni e detrazioni. Rientrano nella disciplina i non residenti che producono in Italia almeno il 75% del proprio reddito complessivo e non beneficiano di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza.

Quali sono i redditi soggetti a IRPEF?

L’IRPEF può applicarsi, tra gli altri, ai redditi fondiari, ai redditi di capitale soggetti a tassazione ordinaria, ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai redditi di lavoro autonomo, ai redditi d’impresa e ai redditi diversi secondo le disposizioni del TUIR.

Come si paga l’IRPEF

Le modalità di pagamento dell’IRPEF dipendono dalla tipologia di contribuente. Per lavoratori dipendenti e pensionati l’imposta è trattenuta dal sostituto d’imposta sullo stipendio o sulla pensione, con gli eventuali conguagli successivi.

I lavoratori autonomi e gli altri contribuenti tenuti al versamento diretto pagano invece l’IRPEF attraverso il sistema di saldo e acconti, utilizzando il modello F24.

Per chi presenta il modello 730, gli importi a debito o a credito risultanti dalla dichiarazione sono normalmente regolati attraverso il sostituto d’imposta. In assenza di sostituto, i versamenti seguono le modalità previste per il 730 senza sostituto.

Per chi presenta il Modello Redditi Persone Fisiche, saldo e acconti sono versati direttamente mediante modello F24. I contribuenti non residenti possono utilizzare anche le ulteriori modalità di pagamento ammesse dall’Agenzia delle Entrate.

Quando si paga l’IRPEF

Per lavoratori dipendenti e pensionati l’IRPEF viene trattenuta durante l’anno sullo stipendio o sulla pensione, con il successivo conguaglio dell’imposta effettivamente dovuta.

Per i contribuenti che effettuano il versamento diretto, il pagamento avviene attraverso il saldo dell’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso, secondo le scadenze fiscali applicabili.

L’acconto IRPEF è dovuto quando l’imposta dell’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d’imposta, ritenute ed eccedenze, supera la soglia prevista dalla normativa. Il versamento può essere suddiviso secondo le regole applicabili all’importo dovuto e alla categoria di contribuente.

I contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità ISA e i contribuenti forfetari seguono le specifiche disposizioni previste per saldo e acconti.

Gli eventuali rimborsi IRPEF risultanti dalla dichiarazione sono riconosciuti attraverso il sostituto d’imposta oppure secondo le procedure previste dall’Agenzia delle Entrate per chi ne è privo.

Come si calcola l’IRPEF in busta paga?

In busta paga l’imposta è determinata sul reddito imponibile del lavoratore e trattenuta dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta, tenendo conto delle detrazioni spettanti e dei successivi conguagli.

La formula dell’IRPEF in busta paga

L’imposta netta deriva dall’imposta lorda al netto delle detrazioni spettanti. Il risultato incide sulla retribuzione netta insieme ai contributi previdenziali, alle addizionali e alle altre componenti fiscali applicabili.

Addizionali IRPEF

All’imposta nazionale si aggiungono le addizionali IRPEF regionali e comunali, determinate dagli enti territoriali secondo aliquote, scaglioni ed eventuali soglie di esenzione. Le regole applicate nei principali Comuni possono essere verificate nel confronto tra addizionali comunali IRPEF ed esenzioni.

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