L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida dedicata al codice fiscale per cittadini stranieri, disponibile in 17 lingue sul portale ufficiale. La sequenza alfanumerica identifica ogni persona nei rapporti con la Pubblica amministrazione e serve per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, la scelta del medico di base, l’apertura di un conto corrente, la stipula di un contratto di lavoro o di locazione. Per i cittadini stranieri, le modalità di attribuzione cambiano in base allo status giuridico e al motivo del soggiorno.
- Stranieri extra UE, dal codice provvisorio al definitivo
- Protezione internazionale e profughi dall’Ucraina
- Codice fiscale per minori stranieri non accompagnati
- Cittadini UE e stranieri regolari già presenti in Italia
- Modello AA4/8 e richiesta online con SPID o CIE
- Errori dati anagrafici e verifica codice fiscale
Stranieri extra UE, dal codice provvisorio al definitivo
I cittadini extra UE che presentano domanda di ingresso in Italia per lavoro subordinato o per ricongiungimento familiare ottengono il codice fiscale tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura, che ne richiede l’attribuzione all’Anagrafe Tributaria. In un primo momento viene assegnato un codice fiscale provvisorio, sostituito dal codice definitivo alfanumerico al rilascio del permesso di soggiorno.
Dal 2023, grazie alla circolare n. 5467 del Ministero dell’Interno, il codice fiscale provvisorio per i lavoratori extra UE con visto d’ingresso può essere generato direttamente online attraverso il Portale ALI (Portale Servizi – Sportello Unico Immigrazione), senza la necessità di recarsi in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore gli estremi del codice e a informare l’INPS dell’avvenuto rilascio.
Per gli stranieri che richiedono il permesso di soggiorno per motivi diversi — studio, motivi religiosi, residenza elettiva — l’attribuzione del codice fiscale avviene tramite la Questura, che lo rilascia in forma definitiva contestualmente al permesso.
I documenti necessari per l’attribuzione del codice fiscale a cittadini extra UE sono:
- passaporto in corso di validità con visto d’ingresso, se previsto;
- permesso di soggiorno valido o ricevuta della richiesta di rilascio;
- attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare in Italia, in alternativa al passaporto.
Protezione internazionale e profughi dall’Ucraina
I cittadini stranieri che richiedono protezione internazionale ricevono un codice fiscale provvisorio dalla Questura al momento della domanda di asilo, sufficiente per l’accesso immediato alle prestazioni sanitarie e ai servizi essenziali. Il codice fiscale definitivo viene successivamente attribuito da un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Per i profughi ucraini titolari di protezione temporanea, il codice fiscale viene rilasciato dalla Questura contestualmente alla richiesta del permesso di soggiorno. La protezione temporanea per i cittadini ucraini sfollati dopo il 24 febbraio 2022 è stata prorogata fino al 4 marzo 2027 dal DL 201/2025, convertito nella legge n. 27/2026. I documenti richiesti per questa categoria sono la domanda di protezione temporanea e un passaporto o altro documento di identità rilasciato dalle autorità ucraine.
Codice fiscale per minori stranieri non accompagnati
I minori stranieri non accompagnati e i minori in condizione di irregolarità hanno diritto all’iscrizione gratuita al Servizio sanitario nazionale e alle cure in condizione di parità con i cittadini italiani, come previsto dall’art. 63 del DPCM 12 gennaio 2017 e dalla legge n. 47/2017 (Disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati).
Per questi minori, l’attribuzione del codice fiscale avviene su richiesta della struttura sanitaria o assistenziale competente — in genere la ASL — direttamente all’Agenzia delle Entrate. Le modalità sono state chiarite dalla risoluzione n. 25/E del 7 giugno 2022, con cui il Fisco ha definito il canale di comunicazione tra ASL e Anagrafe Tributaria per l’attribuzione del codice a minori privi di documenti regolari.
=> Guida al Codice Fiscale per cittadini, Enti e imprese
Cittadini UE e stranieri regolari già presenti in Italia
I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che non dispongono ancora del codice fiscale possono richiederlo presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, compilando il modello AA4/8 e allegando un documento di identità valido.
I cittadini dell’Unione Europea che intendono soggiornare in Italia per più di 90 giorni possono presentare la stessa richiesta direttamente all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, possono ottenere il codice fiscale presso la rappresentanza consolare italiana nel Paese di provenienza, se il codice è necessario per procedure da effettuare online o per pratiche che non consentono la delega a un incaricato in Italia. Per l’accesso alle cure sanitarie, i cittadini comunitari possono utilizzare la tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia) rilasciata dallo Stato membro di residenza.
Modello AA4/8 e richiesta online con SPID o CIE
Il modello AA4/8 è il modulo ufficiale per la richiesta di attribuzione del codice fiscale alle persone fisiche. Può essere presentato di persona presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate oppure inviato compilato e firmato via PEC all’ufficio competente, allegando copia del documento di identità. Per i cittadini extra UE, in alternativa al passaporto è ammessa l’attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare.
Chi dispone già di un codice fiscale attribuito e ha bisogno del certificato di attribuzione può ottenerlo online dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS al percorso Servizi > Istanze > Istanze e certificati. Il certificato viene rilasciato in pochi minuti ed è disponibile sia in formato originale sia come copia conforme.
Errori dati anagrafici e verifica codice fiscale
I cittadini stranieri sono particolarmente esposti a incongruenze tra codice fiscale e dati anagrafici per effetto di errori di trascrizione del nome, differenze tra alfabeti, doppia cittadinanza o date di nascita non registrate secondo il calendario gregoriano. In caso di dati errati, l’interessato deve rivolgersi al Comune di residenza se iscritto all’Anagrafe nazionale (ANPR), oppure a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Se due o più persone generano lo stesso codice fiscale — il fenomeno è noto come omocodia — l’Agenzia delle Entrate provvede ad attribuire a ciascuna un codice univoco sostitutivo. Per controlli puntuali sulla coerenza tra codice fiscale e dati dichiarati, è possibile utilizzare lo strumento di verifica del codice fiscale online, che non sostituisce le procedure ufficiali di attribuzione.
Tutti i chiarimenti sulle procedure di attribuzione per ogni categoria di cittadini stranieri sono raccolti nella guida Codice fiscale per cittadini stranieri pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, disponibile anche in albanese, arabo, bengalese, cinese, francese, hindi, inglese, portoghese, rumeno, russo, sloveno, spagnolo, filippino, tedesco, ucraino e urdu.