Certificati medici online, superata quota 2 mln

di Lorenzo Gennari

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Prosegue la diffusione del nuovo sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati. Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dall?INPS, quelli trasmessi online hanno superato i 2,2 milioni

Nell’ultima settimana sono stati trasmessi online oltre 151.000 certificati, di cui 44.445 nelle sole ultime 24 ore, portando così il numero totale a 2.235.710. È il bilancio del nuovo sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati, attivato in via sperimentale ad aprile e reso obbligatorio a partire da metà settembre dal ministro Brunetta.

Nei primi 4 mesi, a scegliere il canale telematico era stato un esiguo 3 per cento, valore che lasciava presagire un decollo non facile per l’innovazione del ministro. Ad agosto, infatti, il totale dei documenti inviati raggiungeva a fatica le 150 mila unità.

L’inversione di tendenza è quindi molto recente: confrontando progressivamente i documenti telematici del 2010 rispetto a quelli cartacei del 2009 si passa dal 20 per cento di agosto al 45 per cento di settembre, da 56 per cento di ottobre, al 57 di novembre. Questo trend positivo sembra essere confermato dalle prime stime di dicembre, secondo le quali la percentuale dei certificati telematici è pari all’81 per cento.

Sul piano regionale, il processo di digitalizzazione è particolarmente avanzato in Lombardia e nel Lazio, dove il numero medio giornaliero di certificati dei lavoratori privati INPS trasmessi per via telematica ha abbondantemente superato il numero di certificati cartacei acquisiti dall’INPS nello stesso periodo del 2009. Seguono da vicino Sicilia e Valle d’Aosta in cui il numero di certificati inviati per via telematica ha ormai raggiunto il numero dei certificati cartacei del 2009.

Sulla base degli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la media regionale dei medici di famiglia abilitati alla procedura è molto vicina alla copertura totale (manca meno del 10 per cento dei medici). Traguardo già raggiunto In Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e in Valle d’Aosta. Continua a rimanere in ritardo la Liguria, dove il processo di distribuzione dei PIN ha interessato finora soltanto il 48 per cento dei medici di famiglia.

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