Formazione a distanza

di Stefano Pierini

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La FAD nel contesto della Formazione Professionale

La formazione a distanza sta raccogliendo nuove adesioni, anche se il cammino è ancora in salita. Cominciano a consolidarsi esperienze anche in settori che di norma fanno già fatica a sperimentare una formazione frontale, di aula e mi riferisco, per le conoscenze dirette, a quelli rurale e agro-alimentare. In questo campo un’ottima esperienza la sta acquisendo l’Associazione “Alessandro Bartola”, con sede presso la Facoltà di Economia e Commercio “G. Fuà” di Ancona. Una organizzazione senza fini di lucro che promuove e sviluppa studi e ricerche, attività scientifiche e culturali nel campo delle materie che interessano l’agricoltura e le sue interrelazioni con il sistema agro-alimentare, il territorio, l’ambiente e lo sviluppo delle comunità locali.

Tale Associazione ha sviluppato percorsi FAD in collaborazione con la LegaCoop Agroalimentare per imprenditori agricoli cooperatori e corsi e-learning per imprenditori agricoli e sulla Politica Agricola Comunitaria, sostenuti dalla Commissione Europea e aperti anche a studenti e professionisti del settore. Sul web pullulano corsi online, non sempre a buon mercato, specialmente per attività formative collegate a percorsi obbligatori, la cui mancanza è sanzionata (sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, certificazioni, ecc..) da eventuali ispezioni sul campo. Ma c’è FAD e FAD. Oggi nella rivisitazione delle modalità di apprendimento dobbiamo far leva su una dinamicità di relazione fra i vari attori della rete e le strumentazioni (utente, tutor, forum, materiale didattico, piattaforme open source, riuso, ecc..) tale che dopo un iniziale entusiasmo, l’isolamento non porti a frustrazione e quindi ad un abbandono e conseguente poi scarso riavvicinamento a questa metodologia dell’apprendimento.

Oggi si apprende nelle forme più varie e spesso anche inconsapevoli, ma con il sempre crescente calo della lettura della carta stampata (soprattutto nel campo dei quotidiani) e lo sviluppo dell’uso di Internet. Potremmo dire quindi che avviene una formazione senza una precisa scelta dell’utente e soprattutto scollegata dal corso. L’educazione degli adulti sta sperimentando una crescente e progressiva partecipazione di persone nelle fasce di età fra i 60-64 anni sia nell’utilizzare Internet (nel 2005 lo utilizzavano il 13.8% mentre nel 2009 il 25%) che nel frequentare corsi su queste tematiche (nel 2009 il 44% ha scelto la formazione all’uso intelligente del PC). Non a caso sono nati molti portali a carattere informativo/sanitario. L’allargamento dei ceti sociali e l’ampliamento delle figure professionali aprono potenzialità per lo sviluppo della formazione a distanza.

A dire il vero, nella nota governativa sulle risorse e strategie della formazione professionale come risposta di accompagnamento alla crisi occupazionale nel corrente anno (risorse complessive pari a 2.529 milioni di euro, fra FSE, Fondi Interprofessionali e fondo di rotazione) si parla soprattutto di operare per competenze e non per discipline separate, valorizzando soprattutto la formazione aziendale e rivalutando il contesto dell’impresa come luogo formativo. Una formazione, perciò, in cui il lavoro e l’affiancamento di tutor didattici creino la conoscenza e quindi con la pratica, la competenza. Questo ovviamente per la riqualificazione del personale, per gli apprendistati, ma per tali finalità, la FAD non è citata. In ambito pubblico, una piattaforma importante e recentemente rinnovata con i paradigmi della interattività multipla è rappresentata dal Progetto TRIO della Regione Toscana.