Sicilia, la mappa delle meduse online

di Lorenzo Gennari

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Al via il progetto di prevenzione contro le meduse dell'assessorato alla Sanità della Regione Sicilia. Foto con informazioni dettagliate sui rischi per la salute sul sito della Regione

Entro la giornata di oggi sarà online, sul sito Internet dell’assessorato regionale alla Sanità, una sezione dedicata a tutte le informazioni utili, comprese le immagini delle principali specie, circa i rischi per la salute che ciascuna medusa può causare ai bagnanti.

L’iniziativa è nata direttamente dall’assessore Massimo Russo che ha previsto anche interventi sul campo, specialmente nelle zone balneari a più alta densità turistica. Il primo passo sarà quello di formare i gestori dei lidi, gli assistenti bagnanti e i soccorritori, ai quali verranno illustrati alcuni aspetti riguardanti la caratterizzazione delle specie di meduse a maggiore rischio e i relativi suggerimenti su come comportarsi e su quali medicinali sarà necessario avere a disposizione per un efficace intervento immediato.

In un secondo momento si punterà alla informazione dei bagnanti attraverso la predisposizione di opuscoli e di manifesti che indichino con estrema semplicità cosa fare in caso di contatto con le meduse. In questa fase sarà pertanto utile la mappa fotografica online di tutte le specie che frequentano i mari siciliani, poiché potranno essere identificate quelle che comportano i maggiori rischi sanitari per le persone.

«È un importante momento di prevenzione ? ha sottolineato l?assessore regionale alla Sanità Massimo Russo ? che serve a circoscrivere un fenomeno che soprattutto negli ultimi anni ha preoccupato i bagnanti. Promuovere una corretta consapevolezza della reale portata del problema significa preoccuparsi concretamente della salute dei cittadini e scongiurare il pericolo di ingiustificati allarmismi. In questi due mesi valuteremo gli effetti della nostra azione di prevenzione per poter poi affrontare la situazione in modo omogeneo per tutta la Sicilia a partire dall?inizio della prossima estate».

Il progetto pilota viene portato avanti in collaborazione con il dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) e con l?istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).