Telemedicina in Lombardia: nuovi modelli di sanità nel territorio

di Stefano Pierini

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Di seguito sono riportati quattro progetti che la Regione Lombardia ha avviato e sta realizzando nel settore della sanità e in particolare in quello della telemedicina

Razionalizzazione dei costi, efficaci comunicazioni intra e interregionali, sperimentazioni europee, aggiornamento del personale medico e amministrativo sanitario, sono alcuni degli argomenti che permanentemente riecheggiano nelle interviste, nei dibattiti, in merito alla buona gestione nel mondo della sanità. Sicuramente l’ICT può offrire molto in tali campi avendo voglia di progettare innovazioni in un nuovo modello di rete territoriale che sviluppi un dialogo-monitoraggio fra l’attività ospedaliera e le altre componenti del sistema socio-sanitario, ponendo al centro il benessere e la continuità di cura del paziente. In questo contesto e con il supporto tecnologico di aziende all’avanguardia e del mondo accademico, la Regione Lombardia sta sviluppando vari percorsi, sia in collaborazione con altre regioni sia come unica rappresentanza italiana in alcuni progetti europei. A tal fine illustreremo quattro progetti, alcuni da poco avviati, altri in corso di realizzazione. Ad ogni modo, per conoscere tutte le iniziative in ambito sanitario della Regione si può consultare questo indirizzo.

Il Progetto IPSE

Nel settore sanitario vi sono da archiviare molteplici dati, gran parte dei quali sensibili. Molte regioni hanno cercato di sviluppare metodologie di catalogazione, utilizzando, di norma, software open source e sperimentando modelli organizzativi basati sull’interoperabilità. L’Obiettivo di IPSE si concentra sulla costituzione di un “fascicolo sanitario elettronico” e ad esso collegato, il servizio e-Prescription. Gli input per ottimizzare e razionalizzare i costi risultano quasi sempre essere il fare sistema e il coordinarsi. Ecco perché 9 Regioni italiane, oltre la Lombardia (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Prov. Autonoma di Trento, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Sardegna) con il contributo del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie (DIT) e del Ministero della Salute, hanno dato avvio ad un’iniziativa sperimentale sulla “Creazione di un sistema per l’interoperabilità europea e nazionale delle soluzioni di Fascicolo sanitario Elettronico: componenti Patient Summary e e-Prescription” (IPSE). Migliorare la continuità delle cure, monitorare la mobilità interregionale oltre ad una maggiore efficienza amministrativa sono le finalità di maggior rilevanza. Ma la Lombardia ha un’altra specificità di ruolo, in quanto in parallelo a questo progetto, ad essa è stata assegnata la rappresentanza nazionale, su delega del DIT e del Ministero della Salute, in ambito del progetto S.O.S. (Smart open services) cofinanziato dal programma europeo “Competitività e innovazione” che ha gli stessi obiettivi di IPSE, ma con ricadute in un contesto transfrontaliero.

L’iniziativa si inserisce nella recente strategia della Commissione Europea che ha proposto il 2/7/2008 due direttive sull’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera, nelle quali viene notevolmente rafforzata la volontà dell’utilizzo più ampio delle tecnologie digitali in ambito sanitario. A questo progetto europeo hanno aderito n. 12 Paesi e prevede un costo di 22 milioni di euro (cofinanziato al 50% dall’Unione Europea) a cui collaborano primarie industrie del settore con lo scopo di garantire la compatibilità, anche semantica, delle informazioni mediche elettroniche: pertanto miglior professionalità medica e più opportunità di cure per i pazienti in ambito europeo. Con questa partecipazione, la Lombardia, di fatto, si caratterizza come regione guida nel settore dell’interoperabilità elettronica dei servizi sanitari e potrà avvalersi di una doppia sperimentazione con conseguente trasferimento dei risultati alle altre Regioni italiane.