Il Distretto dell?Agricoltura Sociale nella provincia di Frosinone

di Stefano Pierini

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Un percorso di inclusione sociale e valorizzazione delle realtà imprenditoriali agricole locali per riqualificare persone in difficoltà e promuovere il territorio anche attraverso reti di economia solidale ed etica.

Un distretto dell’Agricoltura sociale, nella provincia di Frosinone, per dare opportunità di lavoro a persone che vivono condizioni di disagio, economico o sociale. A promuovere il progetto è il Distretto Socio-Assitenziale “A” della provincia della città laziale che comprende vari comuni, fra cui Acuto, Alatri, Anagni, Collepardo, Filettino, Fiuggi, Guarcino.

L’iniziativa prevede un percorso di inclusione sociale e lavorativa attraverso la produzione agricola di alimenti, coltivati direttamente da soggetti a rischio di povertà ed esclusione sociale.

I terreni vengono messi a disposizione da aziende agricole, privati cittadini o dai Comuni del Distretto, e i lavoratori agricoli vengono individuati dai servizi sociali territoriali. A tal fine si è attivato, previa sensibilizzazione, un modello di rete attraverso l’apertura di un tavolo tecnico e la stipula di uno specifico protocollo d’intesa, fra gli Assessorati competenti della Provincia di Frosinone e della Regione Lazio, l’Università della Tuscia – Dipartimento DAFNE (Scienze e Tecnologia per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia) – per l’attività di supervisione e accompagnamento nell’animazione territoriale, e le Associazioni di Categoria legate all’agricoltura (Coldiretti, CIA, Confagricoltura).

Le persone che vengono scelte per la riqualificazione professionale attraverso le cooperative sociali, gli imprenditori agricoli partner e la collaborazione dei Centri Anziani, per circa due mesi, anche non continuativi, potranno lavorare e apprendere alcune tecniche di base per la coltivazione ortofrutticola.

L’impegno per le aziende è di tre anni, in quanto è un progetto per una risposta permanente e non a spot, di un diverso legame fra le istituzioni e la società civile che si dotano di strumenti sociali ed economici per uno sviluppo sostenibile. Il Distretto ha il compito di coordinare tutte le realtà coinvolte, di monitorare le azioni progettuali avviate e di sviluppare nuovi percorsi. Sono già stati attivati seminari divulgativi e di monitoraggio per verificare l’ampliamento del progetto anche ad altri settori produttivi (vitivinicolo) e per  promuovere e allargare a più soggetti il Protocollo di Intesa sulla Promozione dell’Agricoltura Sociale nel Distretto socio-assistenziale “A”.

Quello dell’agricoltura sociale è un settore emergente a cui viene data sempre più attenzione anche a livello legislativo, con proposte regionale quali la L. R. 21/2011 delle Marche, con l’inserimento della stessa nella multifunzionalità agricola, le proposte di una legge quadro dell’Associazione delle fattorie sociali, costituitasi di recente e proponente anche uno specifico Marchio.

Iniziative che cercano di aumentare il valore di uno stretto connubio fra il mondo rurale e quello urbano. Dal punto di vista prettamente alimentare e commerciale è noto l’ormai diffuso termine “cibo a km zero. Una frase che è riuscita a far comprendere il valore di una sana alimentazione, di acquistare prodotti locali e stagionali e, se si ha del tempo,  di andare alla ricerca di imprenditori che coltivano con sapienza e qualità.

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