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PA al rinnovo tra pensionamenti e nuove assunzioni

di Redazione PMI.it

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Fotografia del Pubblico Impiego presentata al Forum PA 2021: statali di mezza età e al minimo storico, ma il Recovery Plan mira a ribaltare lo scenario.

Secondo la ricerca “Lavoro Pubblico 2021” presentata da FPA a Forum PA, la Pubblica Amministrazione italiana viene considerata vecchia, poco aggiornata e in difficoltà nell’offerta di servizi adeguati a imprese e cittadini. Nel 2021 il numero dei dipendenti statali ha toccato il minimo storico degli ultimi 20 anni: 3,2 milioni di lavoratori e 31mila in meno rispetto all’anno precedente. Uno scenario dovuto al blocco dei concorsi nel 2020 a causa della pandemia e all’accelerazione dei pensionamenti, fattori che hanno impedito un turnover equilibrato. Un quadro poco edificante destinato a peggiorare in futuro, considerando le 300mila persone che usciranno dal pubblico impiego nel prossimo triennio. È anagraficamente pensionabile il 16,3% della forza lavoro, con altre 180mila persone che hanno maturato 38 anni di anzianità.

Allo stesso tempo, tuttavia, grazie allo sblocco delle selezioni pubbliche e alle semplificazioni nelle procedure mirate ad accelerare l’inserimento di personale, nel 2021 sono previsti 119mila nuovi ingressi a tempo indeterminato nella PA (9.875 posizioni tra regioni, servizio sanitario, comuni, università, enti pubblici non economici, enti di ricerca e avvocatura dello stato; 91mila posti della Scuola; 18.014 posti tramite concorsi).

Il PNRR (Recovery Plan), inoltre, ha previsto lo stanziamento di nuove risorse per migliorare la capacità amministrativa delle PA centrali e locali: 1,3 miliardi di euro, più ulteriori 400 milioni di euro di fondi strutturali UE e cofinanziamento nazionale, per un totale 1,7 miliardi di euro.

Il PNRR può davvero essere l’opportunità per ripensare e rinnovare il settore pubblico, ma allo stesso tempo serve una nuova PA per realizzare le missioni previste, connettendo i soggetti dell’innovazione, instaurando un dialogo continuo tra centro e periferia, mettendo a sistema le migliori esperienze già realizzate – afferma Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA -. Sono necessarie nuove persone e nuove competenze, pianificando in modo mirato gli effettivi fabbisogni, con procedure fortemente selettive, che permettano di individuare le figure più utili alle esigenze delle singole amministrazioni.

Analizzando gli esiti della ricerca, la Pubblica Amministrazione italiana si sta caratterizzando anche per una maggiore diffusione dello Smart Working. I provvedimenti del Governo durante l’emergenza sanitaria hanno avuto come conseguenza il lavoro agile per un dipendente della PA su tre (il 33%) nel secondo trimestre 2020. Un aumento consistente che, tuttavia, potrebbe essere superiore considerando che il 64,9% delle professioni della PA potrebbe essere svolta in modo ottimale anche a distanza.