Dagli Usa ecco l’azienda senza manager

di Andrea Barbieri Carones

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Vicino a Seattle, Usa, la Valve è un'azienda che produce videogiochi e che nel suo staff non ha capi né manager ma solo un manuale di comportamento.

Alcuni la chiamano l’azienda ideale altri la definiscono un’utopia mentre altri ancora un sogno. Il riferimento a una società statunitense di nome Valve, con sede nei sobborghi di Seattle, nel piovoso Stato di Washington (estremo nordovest degli Usa), con un singolare modo di gestione: non esistono capi e non esistono manager e la condotta da seguire è compresa semplicemente in un manuale di 56 pagine in cui sono descritti gli obiettivi dell’impresa (in questo caso la costruzione di e lo sviluppo di videogiochi), il suo funzionamento o la filosofia che ne è alla base fin dal 1996, anno della sua creazione da parte di 2 ex dipendenti di Microsoft.

In altre parole, in questo vademecum del perfetto impiegato sono indicati i principi base dell’azienda, la cui applicazione è lasciata al senso civico di ciascun dipendente.

Il manuale spiega attentamente cosa fare dal primo giorno in azienda fino ai momenti successivi, sottolineando che la decisione di cosa deve essere fatto occorre tenere presente alcuni elementi fondamentali: di tutti i progetti che potreste seguire, quale è quello a più alta redditività? E quale progetto può avere il maggior impatto sui consumatori? Secondo il tuo parere Valve sta facendo qualcosa che non andrebbe fatto? Su che cosa bisognerebbe far leva per aver successo?

Il vademecum incoraggia anche la forza lavoro a interpellare i propri colleghi e a mantenere ben salde le proprie convinsioni se si ritiene che siano corrette, anche quando un dipendente “anziano” suggerisce la condotta da seguire o l’obiettivo da raggiungere: “Non pensare che chiunque abbia l’autorità di decidere che cosa devi o non devi fare: magari ascolta i consigli, ma trai tu stesso le conseguenze tenendo presente che chi ti giudica alla fine sono i clienti”.

Confronti personali, dunque. Ed è per questo motivo che sotto le scrivanie dei dipendenti ci sono le ruote, per permettere di raggiungere fisicamente i propri colleghi per effettuare una riunione estemporanea o formare un team di lavoro ad hoc. Gli uffici, poi, sono disseminati di prese di corrente per permettere di collegare il proprio pc nella nuova postazione più o meno temporanea. Altro elemento: i fondatori incoraggiano tutti a comunicare con i colleghi, non solo davanti a un pc ma anche in situazioni più informali come in ascensore, in pausa pranzo o addirittura durante le inevitabili “pause” in toilette.

Come in una società autogestita, le retribuzioni e i licenziamenti sono presi collegialmente, dove ciascun dipendente dà un voto a tutti gli altri escludendo sé stesso, dove viene valutata la capacità di portare valore aggiunto alla Valve o (in negativo) il fatto di essere un nullafacente che è solo di peso al gruppo.

Il documento (scaricabile nella versione integtrale in inglese, nella sezione “documenti” di ManagerOnline) recita anche quello che per i dipendenti di tutto il mondo resta quasi un sogno: le ore di straordinario sono viste negativamente e l’azienda non ne incoraggia il ricorso, visto che alla base c’è il presupposto che le effettua abbia lavorato male durante le normali ore giornaliere.