Amare un lavoro che non piace

di Francesca Vinciarelli

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Il proprio lavoro spesso non piaco riuscire ad amarlo comunque potrebbe essere la carta vincente, ecco come fare.

Trovarsi di fronte ad un lavoro che non piace destabilizza e demoralizza, la via più facile è quella di mollare a cambiare lavoro. Non sempre però è allo stesso tempo fattibile, la difficoltà di trovare un nuovo impiego è molto alta e spesso si rischia di commettere lo stesso errore.

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Scappare non può essere quindi l’unica soluzione, inoltre se il lavoro è necessario bisogna capire come riuscire ad emergere. Può esserci un’alternativa alla drastica decisione di abbandonare tutto, anche se ci si trova davanti un lungo e complesso percorso sia lavorativo che personale. In poche parole bisogna riuscire ad amare anche un lavoro che non piace, così può sembrare impossibile ma la maggior parte delle volte non lo è.

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Spesso ci si crea una situazione difficile e stressante senza essercene le reali basi, per questo spesso percorrendo poi la strada giusta si riesce ad apprezzare ciò che si è tanto odiato. Prima di intraprendere tale percorso, bisogna realmente capire le altre possibilità che si hanno, quale potrebbe essere l’alternativa? Sarà realmente migliore? Spesso queste risposte fanno scattare nel lavoratore già qualche dubbio.

Il lavoro non piace a prescindere, limita la libertà ed è fonte di stress, ma bisogna essere realisti e capire se ciò che si odia è in realtà un’ottima collocazione lavorativa, per capacità, studi fatti, stipendio, ambiente lavorativo e mille altri elementi prettamente individuali. Ovviamente è possibile odiare un lavoro, in quanto le problematiche al giorno d’oggi sono tantissime, lavori sotto pagati e via dicendo, ma questi elementi sono un altro discorso. 

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Nel caso di un cambiamento tra odiare e amare, può e deve essere presente nel caso in cui l’odio parte da elementi poco gravi. Per migliorare la situazione qualsiasi essa sia, tutto parte dalla buona volontà, migliorare in primis il pensiero che si ha verso il lavoro per poi passare alle cose più materiali. Ad esempio migliorare e rallegrare la propria postazione, anche l’occhio vuole la sua parte, vedere una scrivania ordinata e magari anche colorata migliora l’umore di se e degli altri. Spesso ci si rifugia dall’idea che un notevole cambiamento avviene obbligatoriamente da grandi movimenti, non è fatto così, al contrario è più facile migliorare qualsiasi situazione dalle piccole cose. E la via per amare un lavoro, per molto tempo odiato, lavorare e modificare piccoli elementi che porteranno dei notevoli risultati.