Criteri di valutazione economico-finanziari e giustizia italiana

di Rosanna Marchegiani

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Spesso i giudici devono prendere decisioni in materie economico-finanziarie sulle quali non hanno preparazione. Per questo si avvalgono di consulenti

Sempre più spesso capita che i giudici siano chiamati a prendere decisioni su temi economico-finanziari. Tuttavia, spesso, essi non hanno delle conoscenze approfondite e tali da poter sviscerare i fatti loro sottoposti.

Questo fenomeno si è andato accentuando negli anni più recenti a causa di una normativa sempre più ampia e articolata. Si pensi, ad esempio, al diffondersi di prodotti finanziari sempre più sofisticati, alla applicazione in tema di valutazioni di bilancio dei principi contabili internazionali (IAS/IRFS), che si vanno ad affiancare ai più tradizionali principi contabili nazionali e alla loro continua evoluzione, alla conseguente presenza nell’ordinamento nazionale di norme fiscali per la determinazione del reddito diverse a seconda dei principi contabili adottati dall’impresa, al peso sempre crescente che hanno i beni intangibili nelle imprese.

Da qui, sempre più spesso, discende la necessità per i giudici di avvalersi della consulenza di esperti. Il consulente è un soggetto, dotato di particolari cognizioni e competenze tecniche, che presenta al giudice una serie di relazioni e di pareri non vincolanti, in modo da favorire la sua comprensione del caso.

Tuttavia, nel nostro paese le consulenze effettuate dai tecnici in materie economico-finanziarie non possono avvalersi di metodologie ampiamente condivise a tale fine, come invece accade in altri paesi più evoluti in materia. Ciò che si osserva nella realtà è la mancanza di modelli teorici che non siano eccessivamente astratti, ma che si possano adattare concretamente alla realtà.

Questo ritardo è dovuto innanzitutto a delle carenze culturali storiche in quanto, soprattutto in passato, gli ambienti accademici non si sono preoccupati di ricercare modelli che potessero essere impiegati in tali valutazioni: da qui una conseguente mancanza di regole uniformi di apprezzamento da applicarsi e, soprattutto, una difficoltà nel trasportare i risultati della ricerca scientifica sui temi delle valutazioni in strumenti applicabili a situazioni concrete: cosa che invece è avvenuta in altri paesi.

Negli Stati uniti, ad esempio, esistono quattro organismi che attribuiscono le credenziali di esperto nel campo delle business valutation e si occupano di tenere corsi e aggiornare i consulenti in modo da far sì che essi abbiano un elevato livello di preparazione e utilizzino un linguaggio comune e ampiamente accettato. Inoltre, esiste un organismo indipendente privato che ha il compito di fissare i principi di valutazione che dovranno essere adottati dai consulenti stessi.