Stipendi manager: salgono in Germania, calano in Svizzera

di Assunta Corbo

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Stipendi top manager: in Germania crescono mentre nel settore bancario di Svizzera e Usa sono in calo per i risultati poco positivi del settore.

Disoccupazione e recessione sono i temi caldi europei di queste ultime settimane. In un momento storico cosi difficile viene subito da pensare ai compensi da capogiro dei top manager. In Germania i più ricchi.

Secondo i dati raccolti dalla società di consulting Towers Watson, gli alti dirigenti tedeschi guadagnano in media 6,1 milioni di euro l’anno, registrando  un 9% in più in confronto alle retribuzioni dell’anno precedente. Chi guadagna più di tutti è l’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, con i suoi 17,4 milioni di euro (nel 2010 erano 11,1).

Il numero uno di VW ha infatti ricevuto un bonus di 11 milioni di euro, dopo che l’utile netto del gruppo automobilistico è raddoppiato raggiungendo un record a 15,4 miliardi. Si piazza secondo il capo di Siemens, Peter Loescher, che nel 2011 ha guadagnato quasi 9,8 milioni di euro (300mila euro in più in confronto all’anno precedente). Terzo il boss di Daimler, Dieter Zietsche, che l’anno scorso ha intascato 9,6 milioni di euro (erano 9,5 nel 2010). Altre società, come Deutsche Bank, non hanno ancora diffuso i propri dati.

La situazione non è la stessa in tutti i Paesi: in Svizzera, infatti, si parla di abbattimento dei compensi. E’ il caso di Ubs, il più importante istituto di credito svizzero, che ha dichiarato di aver deciso di abbassare i compensi variabili dei propri manager di circa il 40%. Una contrazione dei bonus giustificata dal calo della redditività della banca, e che garantirà ai manager dell’azienda circa 2,6 miliardi di franchi svizzeri (circa 2,1 miliardi di euro).  La riduzione dei bonus variabili ai manager sarà ad ogni modo differenziata a seconda della divisione di riferimento, giungendo a punte del 60% per quanto concerne il comparto dell’investment banking, settore nel quale le prestazioni di redditività hanno subito gli effetti significativamente negativi delle operazioni non autorizzate compiute da un trader londinese. Una decisione similare a quella della connazionale Credit Suisse, che poco fa aveva annunciato la scelta di tagliare i propri compensi ai manager.

Ubs non è un caso isolato, visto che tutte le maggiori banche d’affari del mondo, tra cui Morgan Stanley e Citigroup, hanno infatti praticato della riduzione molto forti (in media, del 30%) alle retribuzioni dei propri manager. Nel 2011, ultimo esercizio di riferimento assunto come base per il conteggio dei bonus, il fatturato di molti istituti di credito si è contratto a causa delle contrazioni delle attività di “merger & acquisitions”, contribuendo a rendere le azioni finanziarie le peggiori performer dell’indice Standard & Poor’s 500.

Cosa accadrà nel 2012? Si potrebbe assistere a una lenta ripresa della redditività degli istituto di credito. Il che significherà: buone notizie per i manager.