Banche: meno prestiti, tassi sui mutui più alti

di Teresa Barone

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Bankitalia traccia il bilancio di salute degli istituti di credito: aumenta la liquidità grazie alla Bce, ma frenano i prestiti ai privati.

Continua la stretta delle banche sui prestiti concessi alle imprese e alle famiglie, mentre cresce la raccolta e i depositi dei correntisti. A tracciare l’andamento degli istituti bancari è uno studio di Bankitalia, che ha rivelato come nel mese di febbraio i prestiti abbiano subito un incremento pari all’1,3%, mentre la raccolta torna in positivo dopo mesi di parametri negativi.

Se da un lato calano i prestiti ai privati, e cresce il tasso di interesse sui mutui erogati per l’acquisto di abitazioni (toccando il 4,61% contro il 4,55% del mese precedente), le banche possono invece contare sui finanziamenti da parte della Banca Centrale Europea, che nel solo mese di marzo sono saliti fino a 270 miliardi di euro, contro i 195 miliardi del mese precedente: “I tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni erogati alle famiglie salgono al 4,61% dal 4,55% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati dal 9,91% di gennaio al 10,10% di febbraio“.

Alla liquidità a lungo termine garantita dalla Bce si aggiungono i valori positivi della raccolta bancaria che, grazie all’emissione di nuove obbligazioni sul mercato e all’aumento dei bond, ha subito una crescita sensibile portandosi fino al 17,7%. Una nota diffusa da Bankitalia, invece, spiega il perché della frenata che ha coinvolto i finanziamenti nel settore privato: “A febbraio il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è diminuito all’1,3% dall’1,7 di gennaio. Il rallentamento è spiegato principalmente dalla diminuzione del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (0,9% dall’1,4 di gennaio), mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie flette in misura leggermente inferiore“.

Un dato positivo riguarda, invece, le aziende, che possono contare sul calo dei tassi di interesse calcolati sui prestiti, tenendo conto della flessione dei tassi sui finanziamenti di importo superiore al milione di euro (scesi dal 3,09% al 3,47% in un solo mese).

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