Moody?s declassa 17 banche globali

di Teresa Barone

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Downgrade in arrivo per 17 banche globali: Moody?s avrebbe in programma il taglio del rating di alcuni dei più grandi istituti di credito del mondo.

È attesa per le prossime ore la decisione di Moody’s sul taglio del rating di alcune grandi banche globali: a rischio declassamento sono 17 colossi del credito tra i quali compaiono Morgan Stanley, Hsbc, Deutsche Bank e Goldman Sachs.

Secondo le ultime indiscrezioni rese note dal canale britannico Sky News, infatti, l’annuncio dell’agenzia di rating è ormai imminente, sebbene non si tratti di una notizia in grado di destare particolari sorprese, tenendo conto delle dichiarazioni provenienti da Moody’s e databili al febbraio scorso che avevano reso nota la possibilità di un massiccio taglio previsto per la fine di giugno. Non è al momento possibile identificare in modo certo quali siano le 17 banche globali colpite dal downgrade: ad acuire le preoccupazioni, tuttavia, è la constatazione della forte crisi che attualmente caratterizza il sistema bancario e monetario nell’Eurozona.

La revisione dei giudizi sugli istituti di credito mondiali operata dall’agenzia deve comunque essere letta tenendo presente la crisi del debito in Europa, basti pensare alle pesanti notifiche negative fatte recapitare da Moody’s il 14 maggio scorso, quando a subire il declassamento sono state numerose banche europee senza esclusione di alcune delle più note strutture finanziarie italiane, tra le quali compaiono Intesa Sanpaolo e Unicredit.

In ballo, secondo le anticipazioni, questa volta ci sarebbero anche UBS, Credit Suisse, colpite insieme a Morgan Stanley da una scure che provocherebbe un declassamento di tre punti, mentre solo due notch sarebbero tolti a Barclays, BNP Paribas, HSBC, Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JP Morgan, Citigroup e Royal Bank of Canada. Meno preoccupante la situazione della Royal Bank of Scotland, della Bank of America, Societe Generale e Nomura, sulle quali il downgrade provocherebbe un taglio di un solo punto.

Come conseguenza del taglio del rating potrebbe verificarsi un aumento dei costi di rifinanziamento, ma c’è chi annuncia già una contromisura portata avanti dalla Banca Centrale Europea che punterebbe a rendere meno rigide le regole sulle garanzie.

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