Fiat, Marchionne: Chrysler inarrestabile

di Teresa Barone

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Chrysler incontra i concessionari internazionali e presenta 66 nuovi modelli in anteprima: per Marchionne il gruppo è più competitivo che mai.

Chrysler è rinata, più forte e competitiva che mai: per Sergio Marchionne il gruppo automobilistico è destinato a un’ascesa inarrestabile, resa possibile dalla capacità dell’azienda di costruire veicoli solidi e rispondere alle richieste del mercato. Sono affermazioni rese note dall’amministratore delegato di Fiat e Chrysler nel corso dell’edizione 2012 del National Dealer Council, il tradizionale incontro tra l’azienda e i concessionari tenutosi a Las Vegas.

Un evento fondamentale che ha consentito al gruppo Chrysler di incontrare circa 2600 concessionari  internazionali, infatti per la prima volta il meeting ha coinvolto anche i paesi esterni all’area del Nafta. Se l’80% di partecipanti provenivano da quest’ambito, infatti, numerosi concessionari appartenevano invece alla rete di vendita europea, all’area dell’America Latina e Asia-Pacifico. In generale, I rivenditori presenti all’evento rappresentavano circa il 90% delle vendite che Chrysler totalizza attualmente negli USA, un mercato in espansione che contrasta non poco con le cifre italiane o europee.

Durante la manifestazione sono stati presentati, in anteprima, 66 nuovi modelli che saranno messi in produzione nell’immediato futuro, segnale importante della vitalità dell’azienda automobilistica che sembra ormai lontana da qualsiasi ombra di crisi, come sottolinea Marchionne: “Siamo a meno di due anni di distanza dall’avere una linea di prodotti quasi completamente ringiovanita rispetto a quello che abbiamo potuto offrire ai clienti quando abbiamo iniziato questo viaggio nel giugno del 2009“.

Intanto, il sindacato unico statunitense dei lavoratori auto (UAW, United Auto Workers) ha inviato una delegazione in visita a Pomigliano, evento che ha fatto scatenare una serie di indiscrezioni riguardo una possibile ripresa della produzione nello stabilimento campano. Secondo quanto fa sapere l’azienda torinese, tuttavia, la visita sarebbe motivata da un interessamento verso il sistema di produzione WCM (World class manufacturing) introdotto successivamente alla produzione della Nuova Panda. Un’ipotesi abbastanza improbabile stando anche al parere delle sigle sindacali nazionali, come ha ribadito Michele Liberti della segreteria provinciale Fim: “Lo ripeto, su questo tema non siamo mai stati informati di nulla. Stiamo comunque controllando ogni giorno l’andamento della situazione ma è necessario che si sappia che ufficialmente non ci hanno mai comunicato niente in merito a un’eventuale seconda produzione“.