Unicredit: niente delisting per As Roma

di Teresa Barone

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Unicredit nega un prossimo delisting della società sportiva giallorossa ammettendo tuttavia di voler ridurre la sua quota azionaria.

Il delisting dell’As Roma non è al momento in agenda: così ha affermato Paolo Fiorentino, vice direttore generale di Unicredit, che ha in mano il 40% della Neep, a sua volta detentrice del 78% dell’associazione sportiva. La banca azionista della squadra giallorossa ha reso noto il futuro del club sportivo nel corso della presentazione della Uefa Champions League 2012.

 Le affermazioni del vice direttore di Unicredit chiariscono inoltre gli quali sono gli obiettivi della banca nei confronti della società calcistica, sottolineando come sebbene un accordo vincoli l’istituto a restare all’interno del capitale di Neep (Neep Roma Holding, società statunitense guidata da Thomas Dibenedetto), una quota pari al 40% sia effettivamente troppo elevata. Secondo Fiorentino sarebbe quindi necessario l’affiancamento di altri investitori: “Per noi è importante trovare nuovi investitori che diano valore ulteriore alla società. Non vendiamo a chi capita, contrattualmente abbiamo un accordo per restare almeno al 10%, ma anche il 20% avrebbe senso, trovando altri due investitori a cui dare il 10-15%. Non abbiamo interesse a fare cassa, ma a dare valore alla squadra“.

Una strategia basata sull’ingresso di nuovo capitale attraverso nuovi investitori, quindi, in modo tale da sostenere la crescita della As Roma valorizzandone il potenziale. Per Unicredit la scelta migliore sarebbe quella di limitare la propria presenza nella società, essendo impossibile annullarla del tutto per vincoli contrattuali: questa scelta, tuttavia, sarebbe la più appropriata secondo Fiorentino, il quale ha ammesso di condividere con il coach Zdenek Zeman l’idea che una squadra di calcio dovrebbe tenersi lontana dalla Borsa.

ll Coo di Unicredit ha anche rilasciato dichiarazioni riguardo la sponsorizzazione della stessa Champions league, una decisione che nasce dalla volontà di rendere internazionale il brand. Nell’ottica di Fiorentino si è trattato di una strategia di marketing finalizzata a potenziare l’immagine del marchio: “Questo ci ha permesso di essere molto più conosciuti all’estero e la sponsorizzazione è stata estremamente efficace non solo per far conoscere il marchio, ma anche per renderlo più simpatico“.

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