Occupazione grandi aziende: ad agosto è stabile

di Andrea Barbieri Carones

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I dati Istat mostrano che ad agosto l'occupazione nelle grandi aziende italiane è rimasta stabile rispetto a luglio ed è calata rispetto a un anno fa.

Sostanzialmente stabile l’occupazione nelle grandi aziende italiane. Nel mese di agosto, i dati Istat mostrano che al lordo dei dipendenti attualmente in cassa integrazione, le cifre mostrano una variazione nulla rispetto a luglio che diventa un -0,1% non considerando invece i lavoratori in cig.

Andando a vedere il numero di ore lavorate per dipendente – non considerando le normali differenze di calendario – al netto dei dipendenti in cassa integrazione registra una diminuzione, rispetto ad agosto 2011, dello 0,5%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 45,4 ore ogni 1.000 ore lavorate, con un aumento di 11,3 ore ogni mille rispetto al mese di agosto dello scorso anno.

Per quanto riguarda la retribuzione lorda, calcolata per ora lavorata, l’Istat ha rilevato un incremento del 2,6% rispetto al mese precedente. Rispetto ad agosto 2011, invece, la retribuzione lorda per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) cresce dell’1,9% e il costo del lavoro per dipendente dell’1,6%.

Ritornando all’occupazione e ai senza lavoro, l’istituto di statistica ha poi aggiunto che su, rispetto a un anno prima, l’occupazione nelle grandi imprese è calata dello 0,9% (dati grezzi) e dell’1,7% al netto della Cig.

Sempre al lordo della Cig l’indice di agosto 2012 diminuisce, rispetto ad agosto 2011, del 2,5% nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria condizionata, dell’1,6% nel settore delle attività manifatturiere, dello 0,6% nel settore delle costruzioni e dello 0,3% nel settore della fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento.

Considerando l’occupazione nel settore dei servizi, ad agosto – al lordo della cig – registra aumenti del 2% nelle attività di noleggio, delle agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, dell’1% nei servizi di informazione e comunicazione e dello 0,6% nel commercio. Percentuali negative si rilevano invece nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-6%), di alloggio e ristorazione (-2,9%), nel settore del trasporto e del magazzinaggio (-1,7%) e nelle attività finanziarie e assicurative (-0,5%).

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