Assegnati gli Smart Working Awards

di Chiara Basciano

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L?Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha assegnato il premio al Gruppo Amadori e al Gruppo Sace.

Smart working, ovvero lavorare in maniera intelligente e al passo coi tempi, servendosi di tutte quelle innovazioni tecnologiche che oggi permettono al lavoratore di svolgere le proprie mansioni in mobilità e/o autonomia, con conseguenti aumenti di produttività, e al datore di lavoro di risparmiare, con benefici che ricadono anche sulla comunità, se è vero come è vero che in Italia 9 milioni di occupati (dirigenti, quadri e impiegati) utilizzano i mezzi di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro e di questi il 75,5% usa l’auto.

E a proposito di lavoro smart, l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha assegnato gli Smart Working Awards al Gruppo Amadori e al Gruppo Sace, dopo aver vagliato oltre 35 iniziative di successo, in occasione del convegno “Smart Working: ripensare il lavoro, liberare energia”. Il Gruppo Amadori si è aggiudicato lo Smart Working Award per il ‘Progetto GoMobile‘ con la seguente motivazione: “per la sensibilità e l’attenzione dimostrata nell’affrontare il tema della consumerizzazione e del BYOD in azienda, attraverso un progetto ben strutturato, perfettamente allineato con le strategie di business dell’azienda e in grado di soddisfare le esigenze di sicurezza e integrità dei dati manifestata dall’azienda conferendo, allo stesso tempo, autonomia ai propri clienti aziendali nella scelta degli strumenti mobile da utilizzare per svolgere al meglio il proprio lavoro”.

Il Gruppo Sace ha ottenuto invece il premio “per l’approccio integrato che ha permesso la gestione a 360 gradi di tutte le iniziative realizzate per i dipendenti nel contesto lavorativo e non solo, attraverso progetti di telelavoro, supporto alla mobilità urbana e di formazione riguardo alla salute. Le iniziative, fortemente volute dalla direzione dell’azienda, hanno permesso di migliorare l’efficacia del lavoro delle persone permettendo loro di bilanciare meglio vita privata e professionale il tutto senza trascurare l’impatto sull’ambiente e le emissioni di CO2”.

L’Osservatorio ha anche snocciolato i numeri riguardanti lo smart working: un modello che produce benefici rilevanti innanzitutto per le imprese, con un aumento di produttività del lavoratore medio del 25%, (che può arrivare al 50% in più) e una riduzione di costo del lavoro di circa 1,7 miliardi di euro. Ma che presenta importanti vantaggi per l’intero Sistema Paese: se appena il 10% dei lavoratori che oggi si spostano in auto adottasse il telelavoro per 100 giorni l’anno si otterrebbe un risparmio complessivo di tempo pari a 47 milioni di ore, di denaro pari a 407 milioni di euro, di emissioni di anidride carbonica pari a 307 mila tonnellate.

Attualmente però soltanto il 5% dei lavoratori italiani ha uno stile di lavoro da “Smart Worker”. “Queste cifre, nonostante misurino solo una piccola parte dei benefici ottenibili, danno un’idea delle potenzialità dello Smart Working in Italia – afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano – e dovrebbero stimolare opportune azioni da parte di tutti gli attori chiave del nostro Paese volte a trasformare questi benefici da ‘potenzialità’ a ‘energia’ per la crescita delle imprese e del Paese”.