Licenziamento del dirigente che critica l’azienda

di Teresa Barone

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La Cassazione giudica legittimo il licenziamento del dirigente che si oppone tardivamente alla fusione aziendale criticando l?operato dei vertici.

Una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione aggiunge un tassello alla complessa disciplina che regola il licenziamento dei dirigenti, soprattutto nel caso in cui venga meno il rapporto fiduciario tra queste figure apicali e l’azienda stessa.

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Secondo quanto enunciato dalla sentenza numero 22322 depositata il 30 settembre 2013, infatti, è illegittimo il licenziamento del dirigente che si oppone all’attuazione di una exit strategy aziendale in modo del tutto intempestivo.

Più precisamente, il dirigente protagonista della vicenda avrebbe manifestato le sue critiche nei confronti dei vertici aziendali attraverso l’invio di una serie di lettere ricche di disappunto proprio nel bel mezzo di una complessa fusione con una società tedesca.

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Sebbene gli scritti non siano stati considerati come diffamatori, la Cassazione ha ritenuti i documenti una reale testimonianza dell’esistenza di un conflitto tra il dirigente e i suoi diretti superiori, divergenza ritenuta tuttavia insostenibile in quanto manifestata tardivamente.