Presidi retribuiti in base al risultato

di Teresa Barone

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Dirigenti scolastici valutati e retribuiti in base al merito.

L’anno scolastico 2015-2016 sta per avere inizio e con esso tutte le novità portate dalla Riforma della Scuola: il Governo ha già provveduto ad avviare l’assunzione di 336 dirigenti scolastici chiamati a gestire i singoli istituti nazionali, tuttavia i nuovi “poteri” relativi a queste figure rappresentano proprio uno dei nodi più discussi della Buona Scuola.

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Il Ministro Stefania Giannini ha recentemente fatto il punto della situazione, chiarendo ancora una volta i dettagli del nuovo provvedimento che impone la valutazione dei dirigenti scolastici e la loro retribuzione calcolata sulla base dei risultati:

«Se si facesse quello che vuole il preside senza giudicare il suo operato sarebbe così, ma il dirigente a sua volta viene valutato. Ben sei ministri dell’Istruzione non sono riusciti ad applicare la legge Bassanini sull’autonomia scolastica. La prossima settimana firmerò il decreto attuativo sulla valutazione dei dirigenti. Se il preside di un liceo in tre anni deve migliorare la competenza linguistica e non lo fa, succederà qualcosa, o no? E un altro punto importante è la formazione degli studenti nel mondo del lavoro».

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Per la prima volta, ha sottolineato il Ministro, la parte variabile del compenso percepito dai dirigenti scolastici sarà strettamente connessa al risultato. I presidi saranno valutati in base alla capacità di valorizzare i docenti, al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento previsti dalla scuola e del loro aggiornamento professionale.