Cida: più autonomia per i dirigenti pubblici

di Teresa Barone

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Salvaguardare autonomia, responsabilità, potere gestionale e decisionale dei dirigenti pubblici: comunicato Cida.

Il Governo ha annunciato nuove normative per sanzionare le condotte illecite dei lavoratori statali e nuovi obblighi per i dirigenti pubblici, chiamati a vigilare e segnalare comportamenti disonesti punibili anche con il licenziamento in tempi record.

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Da parte della CIDA (la confederazione sindacale che rappresenta dirigenti, quadri e alte professionalità sia del settore pubblico sia del privato), c’è concordanza con la linea proposta purché non vengano messe a rischio autonomia e responsabilità dei dirigenti, come ha affermato il Presidente Giorgio Ambrogioni:

«La preoccupazione del Governo – leggiamo nel comunicato stampa diffuso da CIDA – di restituire serietà alle Amministrazioni ci trova assolutamente d’accordo: al contempo, però, non possiamo esimerci dall’osservare, da un lato, che si tratta di provvedimenti dettati più dalle emergenze quotidiane che dalle conclusioni di una ponderata analisi di ciò che sarebbe bene fare e, dall’altro, che si introducono degli automatismi decisionali che marginalizzano e deresponsabilizzano il ruolo dei dirigenti.»

Il rischio, secondo Ambrogioni, è quello di “depotenziare la funzione dirigenziale” limitandola alla pura e semplice applicazione delle disposizioni del Governo, privandola così di tutte le prerogative decisionali e gestionali tese alla «modernizzazione ed all’efficientamento organizzativo della macchina statale.»

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«La serenità, l’indipendenza e l’autorevolezza dei dirigenti pubblici – che devono gestire le risorse umane poste al servizio della collettività – sono valori da salvaguardare. A tal fine siamo pronti a fare la nostra parte, per ribadire e rafforzare la nostra responsabilità professionale e sociale.»