Wistleblowing: sanzioni per i dirigenti

di Teresa Barone

scritto il

I dettagli della nuova normativa che tutela i dipendenti che segnalano illeciti e sanziona i dirigenti che discriminano.

Con l’approvazione della Camera della legge sul “Wistleblowing“, cambiano numerose regole per quanto riguarda la tutela dei lavoratori che denunciano e segnalano condotte illecite da parte dei colleghi.

=> Fisco: via libera alle soffiate anticorruzione

Una disciplina che si basa sull’integrazione della legge in vigore e prevede, nel dettaglio, la salvaguardia del dipendente pubblico o privato che decide di segnalare un comportamento illegittimo in ambito lavorativo all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) o all’autorità giudiziaria.

Per chi denuncia, infatti, sono previsti sia l’anonimato sia la tutela da qualsiasi iniziativa di licenziamento, demansionamento, trasferimento penalizzante. Sono previste anche sanzioni per i dirigenti che adottano misure discriminatorie nei confronti di chi segnala gli illeciti: l’ANAC, in questi casi, può imporre sanzioni amministrative e pecuniarie fino a 30mila euro. Ai responsabili che non verificano e prendono in considerazione le segnalazioni dei lavoratori, inoltre, possono essere imposte sanzioni fino a 50miale euro.

«L’approvazione in via definitiva della legge sul cosiddetto ‘whistleblowing’ – sulla tutela degli autori delle segnalazioni di reati – è un altro rilevante passo avanti del Parlamento nella lotta all’illegalità e in favore della trasparenza – ha sottolineato la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini -. Potranno essere d’ora in poi meglio garantiti coloro che, con grande senso civico, decidono di segnalare sui luoghi di lavoro comportamenti illeciti e casi di corruzione. È importante che il provvedimento abbia raccolto un larghissimo consenso tra le forze politiche, andando oltre le usuali contrapposizioni tra maggioranza e opposizione. Ed è molto positivo il fatto che la legge nasca anche dalle sollecitazioni di voci della società civile, da campagne di cittadinanza attiva che hanno trovato nelle Camere un ascolto attento.»