Millennials: dipendenti ideali?

di Teresa Barone

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Capacità e qualità proprie dei nativi digitali in grado di migliorare il lavoro e la produttività.

Giovani, spesso inesperti e privi di una cultura aziendale solida, dediti alla tecnologia e poco propensi ai rapporti personali: spesso i millennials sono dipinti così, convinti di poter replicare sul lavoro tutte le dinamiche che caratterizzano la comunicazione privata.

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Attingere dalla generazione dei nativi digitali per incrementare la forza lavoro aziendale, tuttavia, può rivelarsi una scelta vincente e contribuire a potenziare produttività e rendimento. Dei millennials, ad esempio, sono molto apprezzate alcune qualità come la capacità di imparare in fretta e di essere disposi a svolgere un lavoro di squadra, nonché di condividere i successi conquistati.

Secondo una ricerca condotta un paio di anni fa da Monster, inoltre, la cosiddetta generazione Y sembra meno interessata all’aspetto economico del lavoro, trovando la motivazione in altri valori e non nella mera retribuzione.

Da apprezzare, inoltre, è anche la consapevolezza di vivere in un’epoca caratterizzata da una profonda crisi dl mercato del lavoro, condizione che richiede spirito di iniziativa e capacità di adattamento, stimolando la voglia di fare e di impegnarsi per tenersi stretto un impiego e sbaragliare la concorrenza.

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Sono in molti a sostenere che i millennials siano soliti aspettarsi lodi e apprezzamenti per il lavoro svolto, un atteggiamento solitamente considerato come un difetto che, tuttavia, può rivestire un’importanza strategia per il datore di lavoro: il desiderio di veder riconosciuto il proprio contributo, infatti, è anche una potente fonte di motivazione e stimola i giovani lavoratori a dare sempre il meglio di sé.

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