Recruiting efficace? Tacere e ascoltare

di Teresa Barone

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Cosa avviene se il recruiter si trasforma in venditore? Ecco i rischi e le strategie per condurre un colloquio al meglio.

I responsabili della selezione del personale non sono venditori, e non dovrebbero ragionare come tali nel momento in cui si trovano a condurre un colloqui di lavoro.

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Lo sottolinea uno studio condotto da un team di professori della Academy of Managemet Journal, ricerca che ribadisce come i recruiters dovrebbero limitarsi ad ascoltare i candidati evitando qualsiasi tentativo di “vendere” l’impiego offerto.

Secondo gli studiosi, infatti, gli sforzi compiuti dai selezionatori per presentare al meglio l’azienda possono compromettere il processo di assunzione.

Più i reruiters sono orientati alla vendita, quindi, maggiore sarà il rischio di esprimere giudizi affrettati nei confronti dei candidati.

Una teoria che si allinea con quanto sostenuto dai fautori della strategia del silenzio applicata ai colloqui di lavoro: il selezionatore dovrebbe porre poche domande e favorire molte pause per monitorare le reazioni del candidato, e i suoi tentativi di sorprendere il recruiter.

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