Quando la leadership non ispira fiducia

di Teresa Barone

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Cala la fiducia dei dipendenti nella leadership che li guida, e con essa rendimento e profitti.

Se i dipendenti non confidano nella leadership che li guida è il rendimento a farne le spese, esattamente come le aziende caratterizzate da un elevato livello di fiducia tra lavoratori e vertici sono in grado di raggiungere gli obiettivi più facilmente, fidelizzare i clienti e posizionarsi bene nel mercato.

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Rispetto al passato, tuttavia, la percentuale dei lavoratori che ha piena fiducia nei confronti del “capo” è in graduale calo: lo rivela uno studio condotto dalla società Interaction Associates e condotto su un campione di oltre 500 lavoratori attivi nelle aziende di tutto il mondo.

Solo il 40 per cento dei dipendenti ha dichiarato di fare affidamento sul boss e sull’azienda in generale,  mentre più di un quarto degli intervistati ha ammesso di giudicare positivamente il proprio leader molto meno rispetto al 2013.

Secondo l’indagine, inoltre, il 54% dei lavoratori si sente più a suo agio nel comunicare le proprie idee e opinioni ai colleghi, mentre solo il 38% preferisce rivolgersi direttamente al leader.

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Prendendo spunto da queste cifre, il CEO di Interaction Associates, Linda Stewart, ha stilato l’elenco delle prime cinque azioni che i leader possono adottare per  conquistare, o riconquistare, la fiducia dei dipendenti:

  • Coinvolgerli nelle decisioni che riguardano le risorse umane.
  • Informarli sui cambiamenti in corso relativi all’azienda.
  • Garantire opportunità di apprendimento e crescita fornendo le risorse di cui hanno bisogno.
  • Ammettere i propri errori.
  • Non penalizzarli per aver sollevato problemi, dubbi e perplessità.