Talenti qualificati attratti dalle PMI

di Teresa Barone

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Lavorare in una PMI è il sogno dei lavoratori italiani, che rinuncerebbero a uno stipendio elevato pur di crescere professionalmente.

Lavorare in una piccola realtà imprenditoriale, lontano dai colossi internazionali e dalle aziende di grandi dimensioni, anche a costo di percepire uno stipendio poco cospicuo: gli italiani hanno le idee chiare, tanto che il 51% del campione intervistato da InfoJobs ha affermato di considerare una PMI il luogo di lavoro ideale.

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InfoJobs ha monitorato le opinioni di aziende e candidati in merito alle caratteristiche del datore di lavoro più consono alle proprie esigenze e aspettative: se le piccole e medie imprese sono in cima alla classifica, in seconda posizione troviamo le aziende nazionali, anche rinomate, mentre le grande multinazionali occupano il terzo gradino del podio. Solo il 7,5% degli intervistati vorrebbe lavorare nel settore pubblico, mentre il 4% preferirebbe far parte di una start-up innovativa.

Ma quali sono le aspettative per quanto riguarda la retribuzione? Per i talenti qualificati la priorità non è ricevere uno stipendio da capogiro ma poter contare su un impiego stabile che garantisca sicurezza economica, tanto che il 70,3% degli interpellati accetterebbe condizioni retributive non ottimali, almeno all’inizio, in cambio di prospettive di crescita professionale garantite.

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L’idea di poter progredire nella carriera, inoltre, farebbe passare in secondo piano anche altri requisiti: il 54,7% degli intervistati accetterebbe orari di lavoro stressanti, mentre il 39,7% sopporterebbe di doversi spostare quotidianamente. C’è anche un buon 38% che, infine, prenderebbe in considerazione la possibilità di trasferirsi altrove.

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